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Worst Ten: i peggiori film del 2013

Tra musical, supereroi e morti viventi, le dieci pellicole più deludenti dell'anno

31.12.2013 - Autore: Pierpaolo Festa e Marco Triolo
Dopo la nostra annuale Top Ten sui migliori film dell'anno, ecco il suo perfetto contraltare: una lista delle dieci opere che ci hanno fatto gridare allo scandalo o, più semplicemente, ci hanno deluso nonostante le premesse. Tra supereroi, morti viventi, musicarelli e commedie all'italiana, ecco tutto quello che ci saremmo/vi sareste potuti risparmiare nell'anno solare appena trascorso.



Parkland (USA)
Uscita italiana: 22 novembre 2013 su Rai Tre

Come raccontare la commozione e il raccoglimento di un intero Paese di fronte a una tragedia nazionale? Mostrando gente che piange e prega tutto il tempo, naturalmente. Goffa, maldestra, retorica, televisiva: l'opera prima di Peter Landesman, interpretata dagli spaesatissimi Paul Giamatti, Zac Efron, Marcia Gay Harden, Billy Bob Thornton e James Badge Dale, è un tripudio di nazionalismo esasperato che banalizza un episodio storico importante come l'assassinio di Kennedy, trasformandolo in una festa di sentimentalismo a buon mercato. Se proprio volete onorare la memoria di Kennedy, meglio leggere 22/11/'63 di Stephen King.
Per saperne di più, leggete la nostra recensione.



Spring Breakers – Una vacanza da sballo (Spring Breakers, USA)
Uscita italiana: 7 marzo 2013

Del nuovo film di Harmony Korine resta impresso solo il geniale monologo di un James Franco mai così viscido. Per il resto, il regista di Gummo prosegue nel raccontare l'America più abbietta, fatta di adolescenti vuoti e privi di ideali, corrosi da una società decaduta, in cui a contare è solo l'apparenza e il sogno americano è sfumato nella ricerca dell'opulenza a qualsiasi costo. Peccato che Spring Breakers, a netto dei buoni propositi, sia una baracconata senza capo né coda, un film solo apparentemente coraggioso che in realtà non ha il fegato di dire nulla di concreto.
Per saperne di più, guardate la nostra video-intervista alle protagonista e leggete la recensione.



Una piccola impresa meridionale (Italia)
Uscita italiana: 17 ottobre 2013

L'opera seconda di Rocco Papaleo non brilla come l'originale Basilicata Coast to Coast. Il nuovo film si accartoccia subito su se stesso, cavalcando stereotipi di commedia, portando avanti battaglie sociali in modo pacchiano e, nel dubbio, puntando troppo la macchina da presa sui bellissimi paesaggi della Sardegna. Alla fine annoia con quaranta minuti di troppo.
Per saperne di più, guardate le nostre video-interviste al cast.



Die Hard – Un buon giorno per morire (A Good Day to Die Hard, USA)
Uscita italiana: 14 febbraio 2013

I trailer ci avevano fatto sperare in qualcosa di meglio dell'insipido quarto capitolo. Salta fuori che, invece, Un buon giorno per morire è ancora peggio di Vivere o morire. La saga di Die Hard non era mai caduta così in basso, schiacciata sotto il peso di una regia caotica e di una sceneggiatura che sembra scritta da un dodicenne. La cosa che più spezza il cuore, però, è vedere come nemmeno Bruce Willis abbia mai capito niente del suo personaggio più iconico. Tra le sparatorie e le esplosioni, non resta più nulla del John McClane eroe working class: qui pare solamente un bulletto yankee da quattro soldi innamorato della violenza e completamente indistruttibile.
Per saperne di più, leggete la nostra recensione e l'intervista al co-protagonista Jay Courtney.



Wolverine: L'immortale (The Wolverine, USA)
Uscita italiana: 25 luglio 2013
Molto rumore per nulla. Uno dei più attesi blockbuster dell'anno precipita al suolo. Inizialmente sviluppato da Darren Aronofsky, questo nuovo spinoff di Wolverine racconta l'oriente in maniera piatta, senza alcuna tensione narrativa e con brutte scene action. Non basta il carisma di Hugh Jackman, sfruttato meglio in altri episodi della saga, perfino nel debole spin-off precedente.
Per saperne di più, leggete la nostra recensione.



Les Misèrables (USA)
Uscita italiana: 31 gennaio 2013
E fu la noia. Il bellissimo musical teatrale tratto da Victor Hugo diventa un interminabile film piatto in cui non ci sono scene madri e gli attori cantano anche per dieci minuti di fila, da soli, davanti la macchina da presa. Mancano le coreografie. Regia quasi assente per l'intera durata del film.
Per saperne di più: la recensione.



World War Z (USA)
Uscita italiana: 27 giugno 2013

Gli zombi per tutte le età, venghino signori venghino, entrata permessa anche ai bambini. Peccato che, in questo modo, spogliandoli della violenza gore e senza compromessi, i morti viventi non funzionino. Il blockbuster travagliato, prodotto e interpretato da Brad Pitt, si lascia alle spalle lo straordinario romanzo di Max Brooks a cui ruba solamente il titolo, e lo rimpiazza con una storia tiepida, già vista e raccontata molto meglio in altri film, con un twist finale che grida vendetta a Damon Lindelof per la sua risibile stupidità. Ecco cosa succede quando una star può permettersi di pagare milioni per realizzare un film da vedere coi suoi figli...
Per saperne di più: la storia della lavorazione del film.



Bling Ring (USA)
Uscita italiana: 26 settembre 2013
Il film più deludente di Sofia Coppola. Ci aspettavamo grandi cose dalla nuova avventura cinematografica della regista di Lost in Translation, ma il suo film è noioiso e vuoto proprio come i protagonisti che racconta. Mai memorabile, al contrario di tutto il resto del suo cinema.
Per saperne di più, leggete la nostra recensione e guardate le video-interviste.



Il fondamentalista riluttante (The Reluctant Fundamentalist, USA)
Uscita italiana: 13 giugno 2013
Una lunga, interminabile telenovela cinematografica che non dice nulla di nuovo su terrorismo, 11 settembre e le ragioni dell'odio tra americani e orientali. Da dimenticare in toto.
Per saperne di più: recensione, intervista a Liev Schreiber.



L'uomo d'acciaio (Man of Steel, USA)
Uscita italiana: 20 giugno 2013

L'uomo d'acciaio è un film che non risparmia spettacolo, ma è anche un film in cui lo spettacolo viene prima della coerenza e del rispetto per l'icona pop sulle cui gesta è basato. La delusione più cocente del reboot di Superman firmato Zack Snyder/David Goyer/Christopher Nolan è dovuta al fatto che nessuno dei tre abbia capito nulla di Superman. Al contrario, hanno tentato di renderlo più simile al Batman di Nolan, ma il giochetto non funziona: Superman è il boyscout in rosso e blu, è un personaggio positivo e, se vogliamo, naif. Non certo un vendicatore mascherato con un trauma alle spalle. Ma, più di tutto, Superman è gli occhiali di Clark Kent. Se un film parte dal presupposto che gli occhiali siano troppo naif per il Ventunesimo Secolo, allora è un film che non s'ha da fare.
Per saperne di più, leggete la nostra intervista a Zack Snyder.