Wolverine - L'immortale

TRAMA
Wolverine l

Logan viaggia in Giappone, dove si innamora di Mariko Yashida, figlia di un potente boss Yakuza e promessa sposa di un uomo d'affari senza scrupoli.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Wolverine
GENERE
NAZIONE
United States
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
20th Century Fox
USCITA CINEMA
2012
2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE
di Alessia Laudati

Wolverine affronta la condanna di vivere in eterno nel Giappone dei samurai, scontrandosi con Yakuza, mutanti cattivissimi, scienziati pazzi, guerrieri 2.O e tanti altri nemici, in un proliferare di sottotrame e confronto tra generi, dei quali non si sentiva necessariamente il bisogno.  

Wolverine: L’immortale, spin-off della saga degli X-Men e secondo capitolo totalmente dedicato al personaggio del mutante con artigli di adamantio, dopo il precedente X-Men le origini: Wolverine del 2009, è un sequel incentrato sul tema dell’approfondimento del lato oscuro di Wolverine (Hugh Jackman), radicalizzato dalla perdita di tutte le persone amate, sulle quali spicca Jean Grey, e retto dalla prospettiva interna al personaggio di vivere per sempre come spettatore passivo della scomparsa di tutti gli affetti.

La pellicola, diretta da James Mangold (Quel treno per Yuma), prende spunto, per quest’ultima avventura, dal primo fumetto dedicato totalmente a Wolverine. La data è il 1982, e gli autori Chris Claremont e Frank Miller, spostano le avventure del mutante in Oriente. Qualcosa dell’intreccio è stato conservato nella realizzazione del film ma ciò che è palese è il tentativo di dare spessore drammaturgico al personaggio di Wolverine e realizzare un noir giapponese, molto crudo e più dark rispetto ai precedenti racconti sul mutante, attraversato dalla vena filosofica sul significato dell’immortalità. L’obiettivo è però riuscito solo in parte e la pellicola risulta strapiena di elementi diversi, eccessivamente sovraccarica di personaggi e conflitti, indecisa tra un registro visivo minimale e violento, oppure esplosivo e carico di effetti speciali. Wolverine, trema, dubita, si indebolisce ma i suoi quesiti sulla vita eterna profumano di già visto e già interrogato, specialmente sul grande schermo.

Convincono invece l’interpretazione di Hugh Jackman, ormai Wolverine è una sorta di alter ego per l’attore, e il divertente frutto del superamento dello shock culturale nato dal confronto con l’Oriente e con l’estraneità di ambienti e tradizioni. Quando Wolverine ritrova se stesso e saluta il nemico al grido di epiteti ironici, appare chiaro che forse si è aggiunto in maniera confusa e sperimentato senza troppo coraggio, su una pellicola che poteva essere un divertente film d’azione più snello e guidato principalmente dalla fama di un personaggio amatissimo dal pubblico.
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