Il mistero della casa del tempo

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TRAMA
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L'adattamento del libro di John Bellairs illustrato da Edward Gorey che racconta di un orfano di dieci anni che scopre un portale all'interno della casa dello zio: entrerà in un mondo parallelo fatto di passaggi segreti, magia e pericoli.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The House with a Clock in its Walls
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
105 min.
USCITA CINEMA
31/10/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Un horror? Difficile definirlo tale. Un film 'di paura'? Decisamente no. Andate tranquilli, se non cercate brividi particolari o un thriller adulto, in Il Mistero della Casa del Tempo di Eli Roth troverete un'anima fantasy, una divertente e colorata e ritmata trasposizione del libro del 1973 di John Bellairs, La pendola magica, realizzata a uso e consumo dei suoi fan. Di quanti lo erano già (o lo furono) e soprattutto di quanti potrebbero diventarlo nel vederlo riadattato in una versione moderna e accattivante… Anche per l'attrattiva esercitata dalla presenza di Jack Black e Cate Blanchett, pur se per pubblici di età diverse.

Ovviamente, destinatario dell'operazione resta in primis quello del pubblico più giovane, magari persino preadolescente, visto il livello dei giochi e degli ingaggi costruiti. Troppi, forse, al punto da sentirsene sopraffatti. Ché se a livello numerico il problema in fondo non si pone, visto che la sequela di trovate ha comunque una sua innegabile dinamica (e probabilmente anche fedeltà storica), a livello narrativo, qualcosa manca. Siepi animate, zucche zombi, poltrone senzienti, etc. non arrivano a colmare un vuoto che altre categorie di spettatori - non necessariamente più esigenti, ma evidentemente meno intenzionato ad 'accontentarsi di quegli elementi classici' - potrebbe riscontrare.

L'incrocio di elementi inflazionati come lo Young Adult e il 'Simpatico disadattato' nel protagonista piuttosto fiacco non aiuta, né la regia di un buon Eli Roth - divertito e molto a suo agio nell'offrirci un personale Frighteners - possono molto. E il film, aldilà della scoperta reciproca del piccolo orfanello, dello strambo zio e della Mrs. Zimmerman di Cate Blanchett, non offre granché. Dopo la 'promessa', già la 'svolta' risulta difficile da identificare, finendo per rendere completamente assente il 'prestigio' (secondo i tre atti di cui si compone un numero di magia, come insegna Christopher Nolan) e facendoci rimpiangere la 'Serie di sfortunati eventi' di Lemony Snicket.

C'è sì la creazione di una famiglia diversa, sui generis, che sicuramente potrà offrire degli spunti interessanti - come la stessa Blanchett ha sottolineato nell'incontro con il pubblico di Roma - e poco altro. Giacché nel complesso le scelte fatte rendono paradossalmente un po' troppo monocromatico un film così colorato. Nessuna reale evoluzione, o sviluppo, nessun thrilling che possa trattenere il pubblico che dicevamo nell'incedere dello svolgimento. Che finisce per arrivare alla sua conclusione in maniera piuttosto rapida, prevedibile certo (ma trattandosi di un cult letterario non sarebbe potuto essere altrimenti), e fin troppo brusca e repentina pur considerato solo il piano contenutistico.