L'assenza di James Wan dietro la macchina da presa si sente eccome. Non basta indugiare sull'espressione disturbante della bambola Annabelle - un finto sorriso dietro al quale si nasconde un'espressione malefica - quando lo si fa, serve anche una sceneggiatura solida e inquietante. Che non c'è. Stavolta manca tutto quello che era presente nel precedente L'evocazione - The Conjuring (quello sì che era diretto da Wan) di cui questo film è uno spinoff.Â


La coppia di protagonisti ammira la nuova coinquilina...
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Al centro dello schermo personaggi in carne e ossa poco interessanti e nemmeno tanto sopportabili, considerata una certa ingenuità innata e scarsa intelligenza davanti a situazioni critiche. Ciononostante nel vederli soffrire si prova un certo fastidio, dovuto a un paio di colpi bassi messi in scena dal regista: facciamo riferimento a tutti i soprusi ai danni della protagonista incinta. Tutti visibili in campo. Tutti al limite del gratuito. Â
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In quanto al personaggio che dà il titolo al film, nel genere delle bambole possedute si è visto di meglio. Annabelle è un horror così vecchiotto che è inevitabile non riportare la mente alle parodie in stile Scary Movie. Si apprezza la voglia di evitare lo stile visivo da videoclip e il tentativo di lasciare respirare i personaggi. Tutto però rimane monodimensionale. Senza nemmeno un'idea di creatività . Né di freschezza. Un loop statico puntuale come un orologio svizzero: più volte infatti i protagonisti si ritrovano ad affrontare gli stessi spaventi in sequenza.

Quando si dice: "Il male bussa alla tua porta"...
La domanda successiva è: mette paura Annabelle? Un'unica sequenza ben assestata c'è - quella della protagonista che cerca di fuggire in ascensore - eppure rimane l'amaro in bocca per l'assenza di pathos della bambola protagonista, che si limita a presenziare come "soprammobile del malaugurio".Â

Quando si dice: "Il male bussa alla tua porta"...
La domanda successiva è: mette paura Annabelle? Un'unica sequenza ben assestata c'è - quella della protagonista che cerca di fuggire in ascensore - eppure rimane l'amaro in bocca per l'assenza di pathos della bambola protagonista, che si limita a presenziare come "soprammobile del malaugurio".Â
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Annabelle è distribuito nei cinema da Warner Bros.Â
Per saperne di più
Annabelle - Il trailer
Leggi la recensione di L'evocazione - The Conjuring
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