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L'evocazione – La nostra recensione

21.08.2013 - Autore: Adriano Ercolani, da New York
Si possono ancora trovare spunti di originalità nell’horror quando si affronta il sottogenere delle abitazioni infestate da presenze soprannaturali? Probabilmente no. Dai tempi de Gli invasati di Robert Wise – sicuramente i cultori andranno ancora più a ritroso – di film dedicati alla lotta contro le forze oscure che vivono tra le mura di case spaventose ne abbiamo visti a decine. L’unica soluzione per proporre ancora una volta l’idea è quindi quella di puntare sull’efficacia dell’ambientazione e sulla funzionalità della trama.



L'evocazione (in originale The Conjuring), nuovo lavoro di quel James Wan che ci ha regalato Saw e Insidious, riesce nell’intento per nulla scontato di rinfrescare il canovaccio risaputo grazie ad una notevole progressione drammatica. Ambientazione e soggetto iniziale - personaggi realmente esistiti tra l’altro - sono perfetti per un setting originale : il 1971, una vecchia casa immersa nel verde, una famiglia composta dai genitori e cinque figlie che vi si trasferisce. Quando i fenomeni inspiegabili diventano sempre più numerosi e terrificanti, ad aiutare i Perron vengono chiamati Ed e Lorraine Warren, coppia di esperti dell’occulto in grado di fronteggiare il Male.

Non sarebbe lontano dalla verità affermare che L'evocazione è un horror “classico”, di quelli che puntano più sulla suspence e sul non visto. La prima parte, sicuramente la migliore del film, è un crescendo di tensione che sfrutta tutti i trucchi del genere in maniera accorta ed efficace, costringendo lo spettatore a saltare più volte sulla poltrona pur sapendo cosa sta per succedere. Dal più piccolo, inquietante particolare si passa ad avvenimenti sempre più spaventosi, fino ad arrivare alla resa dei conti che è probabilmente la parte meno riuscita. Qualche piccola indecisione e artificiosità di scrittura nel prefinale e la tendenza a una spettacolarità forse non del tutto necessaria non inficiano però più di tanto la forza di un horror ben ritmato e godibile. James Wan continua con sorprendente lucidità il suo discorso trasversale sul genere. Dopo essere stato “responsabile” dello svuotamento contenutistico dello slasher con Saw, rendendolo esplicitamente un torture-porn, il regista sta dimostrando di conoscere e amare l’horror. Con Insidious e soprattutto con questo The Conjuring ha costruito prodotti che guardano alla storia del genere e la ripropongono in maniera fedele e nerboruta.



Ultima annotazione come al solito riguardante il cast: delle due coppie di protagonisti a svettare sono senza dubbio le attrici. Vera Farmiga dona al personaggio un velo di malinconia elegante ed appropriato. Lili Taylor, una piccola grande “regina” dell’horror anni ’90 grazie a quel capolavoro di The Addiction di Abel Ferrara, è umanissima e insieme terrificante, esattamente quello che si richiedeva al suo ruolo.

L'evocazione - The Conjuring, in uscita il 21 agosto, sarà distribuito dalla Warner Bros.

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