Shark - Il primo squalo

TRAMA
Shark - Il primo squalo

Un sommergibile oceanico - parte di un programma internazionale di osservazione sottomarina - viene attaccato da un'imponente creatura che si riteneva estinta e che ora giace sul fondo della fossa più profonda del Pacifico… e il suo equipaggio è intrappolato all'interno. Il tempo stringe, l'esperto di salvataggi subacquei Jonas Taylor (Jason Statham) viene incaricato da un visionario oceanografo cinese (Winston Chao), contro il volere della figlia Suyin (Li Bingbing), di salvare l'equipaggio - e l'oceano stesso - da questa inarrestabile minaccia: uno squalo preistorico di quasi 23 metri conosciuto come Megalodon. Quello che nessuno avrebbe potuto immaginare era che, anni prima, Taylor si era già trovato faccia a faccia con quella terrificante creatura. E ora, in squadra con Suyin, deve affrontare le sue paure e mettere a rischio la propria vita per salvare l'equipaggio intrappolato laggiù… e ritrovarsi ancora una volta di fronte al più grande predatore di tutti i tempi.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Meg
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
113 min.
USCITA CINEMA
09/08/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

L'attesa di questo 'ritorno alle origini' è stata lunga, almeno dall'apparizione dei primi teaser poster di The Meg, e non delude certo le aspettative del pubblico l'incipit di Shark - Il primo squalo di Jon Turteltaub, portandoci sott'acqua sin dai titoli di testa per assistere al più classico dei conflitti morali del Deus Ex Machina di giornata, l'eroico - e vero ex subacqueo professionista - Jason Statham. È lui ovviamente il protagonista umano della vicenda, che se non fosse per l'immenso predatore del titolo non varrebbe certo il prezzo del biglietto.

Ma la selacofobia (o "paura dello squalo") è da sempre di casa sul grande schermo, da prima del cult di Spielberg del 1975 che tanto ha danneggiato l'immagine del Grande Bianco e dei suoi parenti… Su questo ha puntato la novantina di produzioni precedenti, come anche questa, forte del presentarsi come adattamento cinematografico del romanzo horror fantascientifico MEG pubblicato nel 1997 da Steve Alten. Che però non ha partecipato alla sceneggiatura, affidata al terzetto composto da Dean Georgaris (The Manchurian Candidate, Lara Croft: Tomb Raider - La culla della vita) e dai fratelli Jon ed Erich Hoeber (Battleship e i due RED)… con risultati discutibili.

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Le falle, tanto per restare in tema, si aprono presto, dopo una serie di crepe a livello di caratterizzazione dei personaggi (bidimensionali e da action 'Direct to Video') e di costruzione del contesto (particolarmente superficiale e affidata a una serie infinita quanto incredibile di cliché). Il magnate Jack Morris di Rainn Wilson è di quelli cui non vale nemmeno la pena dare uno schiaffo e il suo super team di esperti sembra più in viaggio premio che impegnato nel centro di ricerche marine più ricco e sofisticato della storia, anche per l'altissimo tasso di vis comica e l'altrettanto scarso livello di sicurezza, soprattutto in situazioni di emergenza.

Insomma, va bene la sospensione dell'incredulità - tanto cara al regista di Il mistero dei Templari e Instinct - Istinto primordiale - ma così si esagera. Esasperazioni e assurdità son quelle dei B-Movie più amati dai fan del genere (senza arrivare a scomodare la saga di Sharknado o le varie ibridizzazioni targate Asylum), ma è una fortuna che verso metà del film appaia finalmente il nostro amato Megalodonte a interrompere l'intreccio di 'Uomini che salvano le donne' e rudi sentimentalismi per regalarci qualche momento di vera Shark Life, non privo di facili moralismi e di un certo giustificabile animalismo. Nel surreale finale, per fortuna, il tono diventa poi smaccatamente televisivo - tra MacGyver e Thunderbirds - risparmiandoci ogni tentativo di epica …e speranza di sequel.