Di nuovo il cinema italiano si interroga sulla morte, e di nuovo un film ci parla delle nostre difficoltà riguardo al concetto di lutto, inteso come separazione o addio, un evento ineluttabile al quale sembra impossibile esser davvero preparati, per quanto lo si possa affrontare con diverse modalità . Decisamente apprezzabile quella scelta da Daniele Luchetti nel nuovo Momenti di trascurabile felicità , racconto (liberamente tratto dai libri di Francesco Piccolo) dalle note mélange con cui sorridere e immalinconirsi, riflettere e immedesimarsi.

Un film nel quale il tono conta davvero molto. Potremmo dire tutto, se non fosse fare un torto ai tanti che han collaborato a renderlo - caso raro, per fortuna non unico - un esempio di commedia più tragica che romantica dagli ottimi momenti, per scrittura e interpretazioni. "Sentimentale" potremmo sintetizzare, ché la vicenda dominata dal morituro Pif e i suoi ricordi ha nella prova emozionante di Thony, la moglie, la freccia migliore al proprio arco.
Vedi anche: La clip esclusiva dal nuovo film di Daniele Luchetti con Pif e Thony
La sua Agata è una donna tenera, spiritosa, caustica, normale, della quale saremmo pronti a innamorarci subito. Una donna come tante, certo, ma non al cinema. Non in quello che pensa di dover trasformare tutti in eroi ed eroine, mentre è restando se stessi che si riesce a costruire ponti. Come quello che l'attrice e cantante palermitana vista in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì lancia verso il pubblico, 'traducendo' e avvicinando il Pif più classico. E ammorbidendo e contrappuntando il suo insistito elenco di piccole idiosincrasie, fastidi, riflessioni, paradossi, con i quali tutti ci scontriamo e sui quali spesso si gioca tanto da averli fatti diventare dei cliché, delle frasi fatte.
Consigli.it per voi: La Sicilia di Pif e Thony, bellissima ed esplosiva
Come accennato, è lui il 'capo' di una famiglia con la quale risulta particolarmente piacevole trascorrere un'ora e mezzo (anche non l'ultima, come succede a lui). Un merito da dividere sicuramente con i due giovanissimi interpreti dei figli: Angelica Alleruzzo e Francesco Giammanco, trasformati sullo schermo nell'integerrima Aurora e nel riuscitissimo Filippo. I gioielli di questo Warren Beatty de noantri, paradossalmente sereno nell'affrontare le proprie mancanze e debolezze, vigliaccherie e rimorsi…

Un esempio nel quale è facile riconoscersi, e grazie al quale imparare a perdonarsi. Luchetti e Pif insistono molto su questo aspetto, sull'accettazione della nostra fallibilità , al punto da allargare il concetto persino alla morte, resa umana dal povero Renato Carpentieri. Usiamo meglio il nostro tempo, accettiamo i nostri - e gli altrui - limiti, rassegniamoci al fatto di essere il risultato degli errori commessi, perché si finisce di commetterne solo quando finisce il tempo a disposizione per farlo. Una lezione che Lorenzo il Magnifico ci regalò ai tempi della Canzona di bacco e che qui troviamo declinata in maniera intelligente, fino alla fine. Nella quale, invece di cercare soluzioni astruse e inutilmente liriche o di affidarsi a dogmatismi anacronistici e lontani dal moderno complicato, si opta per una conclusione originale e in linea con il resto del racconto e dei personaggi.
Momenti di trascurabile felicità , in sala dal 14 marzo, è distribuito da 01 Distribution.

Un film nel quale il tono conta davvero molto. Potremmo dire tutto, se non fosse fare un torto ai tanti che han collaborato a renderlo - caso raro, per fortuna non unico - un esempio di commedia più tragica che romantica dagli ottimi momenti, per scrittura e interpretazioni. "Sentimentale" potremmo sintetizzare, ché la vicenda dominata dal morituro Pif e i suoi ricordi ha nella prova emozionante di Thony, la moglie, la freccia migliore al proprio arco.
Vedi anche: La clip esclusiva dal nuovo film di Daniele Luchetti con Pif e Thony
La sua Agata è una donna tenera, spiritosa, caustica, normale, della quale saremmo pronti a innamorarci subito. Una donna come tante, certo, ma non al cinema. Non in quello che pensa di dover trasformare tutti in eroi ed eroine, mentre è restando se stessi che si riesce a costruire ponti. Come quello che l'attrice e cantante palermitana vista in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì lancia verso il pubblico, 'traducendo' e avvicinando il Pif più classico. E ammorbidendo e contrappuntando il suo insistito elenco di piccole idiosincrasie, fastidi, riflessioni, paradossi, con i quali tutti ci scontriamo e sui quali spesso si gioca tanto da averli fatti diventare dei cliché, delle frasi fatte.
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Come accennato, è lui il 'capo' di una famiglia con la quale risulta particolarmente piacevole trascorrere un'ora e mezzo (anche non l'ultima, come succede a lui). Un merito da dividere sicuramente con i due giovanissimi interpreti dei figli: Angelica Alleruzzo e Francesco Giammanco, trasformati sullo schermo nell'integerrima Aurora e nel riuscitissimo Filippo. I gioielli di questo Warren Beatty de noantri, paradossalmente sereno nell'affrontare le proprie mancanze e debolezze, vigliaccherie e rimorsi…

Un esempio nel quale è facile riconoscersi, e grazie al quale imparare a perdonarsi. Luchetti e Pif insistono molto su questo aspetto, sull'accettazione della nostra fallibilità , al punto da allargare il concetto persino alla morte, resa umana dal povero Renato Carpentieri. Usiamo meglio il nostro tempo, accettiamo i nostri - e gli altrui - limiti, rassegniamoci al fatto di essere il risultato degli errori commessi, perché si finisce di commetterne solo quando finisce il tempo a disposizione per farlo. Una lezione che Lorenzo il Magnifico ci regalò ai tempi della Canzona di bacco e che qui troviamo declinata in maniera intelligente, fino alla fine. Nella quale, invece di cercare soluzioni astruse e inutilmente liriche o di affidarsi a dogmatismi anacronistici e lontani dal moderno complicato, si opta per una conclusione originale e in linea con il resto del racconto e dei personaggi.
Momenti di trascurabile felicità , in sala dal 14 marzo, è distribuito da 01 Distribution.












