Reinventarsi il Medioevo a suon di musica rock. Questa l’idea principale del regista Brian Helgeland, già sceneggiatore del pluripremiato L.A. Confidential e messa in atto in Il destino di un cavaliere. Nel film del 2001 con protagonista lo scomparso Heath Ledger, Helgeland mescola ambientazioni storiche credibili e personaggi realmente esistiti - come avviene per la presenza dello scrittore Geoffrey Chaucer - con alcuni spunti invece più moderni. Infatti sia la colonna sonora composta da brani dei Queen o David Bowie, sia alcune scelte di regia, come certi costumi più ispirati al glam-rock anni ’70 che alle rigore oscurantista del 1300, contribuiscono a rendere la favola cavalleresca un esperimento interessante dal punto di vista della mescolanza tra generi.Â


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Il film. Heath Ledger interpreta l’eroe ambizioso William, un giovane uomo nato secondo umili origini che aspira invece a diventare un paladino degno di tutti gli onori. L’apprendistato è lungo, ma il carattere di William Thatcher è ostinato. Così nel film – passando per tutta una serie di topoi cari al genere cavalleresco – gli aiutanti, le dame, i tornei, la spada, l’amore romantico, il bardo – l’uomo qualunque riuscirà forse a diventare il più omaggiato dei valorosi guerrieri del torneo reale. L’attore australiano è accompagnato nell’impresa da un cast di buoni attori come Rufus Sewell, Shannyn Sossamon e il mefistofelico Paul Bettany.Â


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Dietro le quinte. Il titolo del film, tenendo fede alla mescolanza di moderno e antico, di riferimenti inventati di sana pianta e altri realmente attinenti alla cultura letteraria del passato - tutti aspetti che caratterizzano nel profondo la pellicola - fa un chiaro riferimento all’opera I racconti di Canterbury dello scrittore inglese Geoffrey Chaucer. Il racconto del cavaliere (come recita il titolo originale del film The Knight's Tale) è infatti la prima novella raccontata nel noto romanzo. Proprio in una scena, verrà poi immaginato il legame tra lo scrittore inglese e la pellicola con Heath Ledger.Â
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La scena da antologia. L’introduzione durante il torneo di William Thatcher/ Sir Ulrich Von Lichtenstein da parte di Geoffrey Chaucer (Bettany), dove la capacità oratoria del poeta – e anche dell’attore che lo interpreta - riescono a rimediare alla gravità di un inganno appena svelato all’interno della storia. Â
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Perché vederlo. Intrattenimento e azione ma anche romanticismo e sottotrame più prevedibili, caratterizzano un film comunque godibile che si prende più di qualche libertà storica nell'ambientazione. Â
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Dove e quando. Lunedì 9 ottobre alle ore 21:30 su Nove.












