Un giorno di pioggia a New York

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Un giorno di pioggia a New York

Una giovane coppia, per ragioni di lavoro, deve trascorrere a Manhattan un piovoso fine settimana, ma il loro legame sarà messo alla prova. Lei inizia infatti una relazione con un celebre regista che deve intervistare, mentre lui con una ragazza con cui recita in un film.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
A Rainy Day in New York
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Lucky Red
DURATA
92 min.
USCITA CINEMA
28/11/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2019
di Mattia Pasquini
 
Ancora una volta la critica internazionale si conferma fin troppo tiepida nei confronti di Woody Allen, quasi a prescindere. Il suo ultimo Un giorno di pioggia a New York non potrà forse fregiarsi del titolo di capolavoro, né entrare nella top ten dei film dell'ottantaquattrenne regista di Manhattan, ma sicuramente certi giudizi che lo accompagnano sembrano fin troppo influenzati dal pregiudizio.
 
O dalla campagna mediatica - tra boicottaggio e caccia alle streghe - che ha portato Amazon a rescindere il contratto che la vedeva impegnata nella distribuzione del film e molti attori a dissociarsi dal filmmaker. Su tutti la giovane star Timothée Chalamet, al quale Allen regala uno splendido 'Holden' moderno (per il quale dovrebbe invece ringraziarlo) e una riuscitissima sequela di battute come da tempo non accadeva.
 
Una comicità tagliente e rassicurante insieme, almeno per i suoi fan, che potranno ritrovare l'Allen più classico nonostante il ringiovanimento dei protagonisti. Una scelta che spiazza, e che in qualche momento non sembra del tutto coerente con lo spirito e le dinamiche raccontate. Ma che non impedisce ai due studenti in 'missione' nella Grande Mela (con Chalamet c'e' una estremamente naive Elle Fanning, ideale contraltare della ben più solida Selena Gomez) di farci sentire il fascino e la nostalgia di una città che sembra migliorare quando avvolta da ombre e nebbia.
 
Gran parte del merito va sicuramente alla scrittura dell'esperto Woody e alla splendida ed evocativa fotografia di Vittorio Storaro, ma c'è qualcosa di speciale nel modo in cui tutto viene messo in scena. Ché tanto i dubbi e le incertezze, quanto il susseguirsi di situazioni paradossali e la carrellata di stelle insicure cui danno corpo Jude Law, Diego Luna e Liev Schreiber completano un affresco che sicuramente meriterà di esser messo a fuoco in visioni successive.
 
Nulla è come sembra, ma soprattutto nessuno è come vorrebbe. Dai più invidiati e idolatrati, ai modelli di vita più irreprensibili fino alle figure familiari di riferimento, sembra inutile farsi condizionare da ruoli imposti, subiti o sopportati… e che nascondono spesso le sorprese migliori. Sicuramente per noi del pubblico.