The Equalizer 2 - Senza perdono

TRAMA
The Equalizer 2

Denzel Washington torna ad interpretare uno dei suoi ruoli più significativi, nel primo sequel della sua carriera. Robert McCall è l'inflessibile giustiziere in difesa delle persone oppresse e sfruttate, ma cosa sarà disposto a fare quando una di queste persone è proprio quella che lui ama?

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Equalizer 2
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
121 min.
USCITA CINEMA
13/09/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Gian Luca Pisacane
 
Il vendicatore della porta accanto, l’uomo al di sopra di ogni sospetto. Protegge il quartiere come un supereroe, aiuta gli indifesi senza chiedere niente in cambio. Nel suo passato si annida la tragedia, nel presente cerca di trovare pace, di lenire il suo dolore. È l’immagine speculare de Il giustiziere della notte: il personaggio interpretato da Charles Bronson uccideva per vendetta, perché in ogni criminale rivedeva i carnefici di sua figlia.
 
Robert McCall, protagonista di The Equalizer 2 – Senza perdono, scatena la sua ira per un profondo senso di colpa. Non è riuscito a salvare i suoi cari, così aiuta gli sconosciuti: dalla madre che ha perso la figlia alla ragazza violentata dai ricchi figli di papà. Agisce nell’ombra e non ha lo spirito distruttivo di predecessori ben più illustri, come Rambo o i superuomini alla Arnold Schwarzenegger.
 
McCall vorrebbe un’esistenza tranquilla, si comporta come un buon samaritano, e si aggira in un’America fin troppo disincantata. Le istituzioni tramano invece di proteggere, e anche i servizi segreti complottano contro gli ignari cittadini. La resa dei conti sarà addirittura in mezzo alla tempesta, con le bandiere che vengono sradicate. Le atmosfere cupe incontrano il western, un paesino deserto sarà lo scenario per il “duello” tra lo sceriffo e i banditi.
 
Ovvio che il paladino McCall abbia una morale ambigua, che mescola Antico Testamento e perdono, legge del taglione e buon cuore. Ai malviventi concede una scelta: redimersi o patire le pene da lui stesso inflitte. S’improvvisa un dio terreno, un giudice che sceglie chi risparmiare e chi spedire all’obitorio. Naturalmente la seconda possibilità è la più gettonata, nello stile di Antoine Fuqua.
 
Ma in questo secondo capitolo il regista (dopo The Equalizer – Il vendicatore) ha diminuito le immagini truci. Spesso sposta la macchina da presa, e lascia intuire invece di mostrare. Non si assiste alle esagerazioni di Attacco al potere - Olympus Has Fallen, e l’anima nera della nazione richiama quella di Training Day (il suo film più riuscito). Con The Equalizer 2 – Senza perdono, Fuqua giunge alla quarta collaborazione con il suo divo Denzel Washington, che per la prima volta recita in un sequel. Il poliedrico attore di Mount Vernon sembra omologarsi allo star system, alle necessità dell’industria, e torna a vestire i panni del soldato dalla mira infallibile, che non conosce paura e sconfitta.
 
In McCall si ritrovano l’intransigenza del padre di Barriere, il pessimismo di Flight e la ricerca dell’onestà di End Of Justice – Nessuno è innocente. The Equalizer 2 – Senza perdono vive del talento di Washington, e si trasforma in un guilty pleasure muscolare, che riesce comunque a costruirsi una sua identità. Poco importa se i cattivi non sono all’altezza, e se il “colpevole” lo si intuisce fin troppo presto. Il ritmo forsennato fa dimenticare le incongruenze e Washington, come anche ne I magnifici sette ultima versione, ruba la scena ai suoi colleghi, con una fisicità intramontabile.