Spider-Man: Un Nuovo Universo

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Spider-Man: Un nuovo universo

Spider-Man: Un Nuovo Universo racconta le vicende del teenager di Brookyn Miles Morales e delle infinite possibilità del Ragno-Verso, dove più di una persona può indossare la maschera. Una visione fresca di un nuovo Universo Spider-Man con uno stile visivo innovativo e unico nel suo genere.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Spider-Man: Into the Spider-Verse
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
117 min.
USCITA CINEMA
25/12/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
di Mattia Pasquini
 
L'Uomo Ragno è morto, evviva l'Uomo Ragno. Questa potrebbe essere la sintesi del momento perfetto in cui arriva nelle sale lo Spider-Man: Un nuovo universo di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman. Un momento in cui il franchise dedicato a Peter Parker ha ritrovato nuova vita con il 'Ritorno a casa' firmato da Jon Watts e nel quale questo excursus animato ci permette di spaziare con lo sguardo - e la narrativa - nelle tante versioni alternative del nostro eroe Marvel preferito.
 
"Una clamorosa lettera d'amore" l'avevamo definito dopo la visione in anteprima dei primi minuti del film, e per una volta il giudizio finale non differisce troppo da quello - parziale - seguito a quell'anticipazione, anzi! Senza volerci ripetere quanto a presentazione dei personaggi e del contesto, va sottolineata la centralità del giovanissimo e politicamente corretto Miles Morales, eroe di giornata e fulcro del tourbillon di dimensioni parallele che compongono il cosiddetto RagnoVerso, che i lettori del fumetto hanno già conosciuto nelle uscite a cavallo tra 2014 e 2015.
 
Un caos visivamente sorprendente e ricco di energia; e - in mancanza di un vero e proprio film sui Sinistri Sei (anche se conserviamo la speranza di poter un giorno ammirare un Kraven con tutti i crismi, ché la sua Ultima caccia sarebbe un grande soggetto per uno Spider-man da leggenda) - una soluzione furba per rinnovare il franchise con un nuovo scontro tra super schieramenti, ammiccare a un diverso tipo di spettatore, meno nostalgico, e rispettare l'obbligo di Team Up che ormai i film Marvel sembrano avere come Stella Polare.
 
Nonostante tutto, non ci sentiamo di augurarci una prosecuzione di questa deviazione dal continuum della serie, visto che - prescindendo dalla presenza degli infiltrati Spider-Gwen, Spider-Man Noir, Peni Parker, Spider-Ham e questo Parker adulto e ingrassato - ne risentirebbe sicuramente il look pop e cartoonistico e le variazioni di tono eseguite da cotanta orchestra, riducendo il tutto a una ennesima versione animata delle solite avventure. Ma di certo viene spontaneo invitare a non perdersi uno spettacolo tanto diverso dal solito: un 'sequel' che non avremmo chiesto, o voluto, ma che siamo contenti abbiano realizzato!
 
C'è da chiedersi, semmai, se nell'epoca dei social e dell'individualismo sfrenato il messaggio finale - sul bisogno di sentirsi unici e sugli obiettivi da porsi - dell'ultima lezione dello scomparso Stan Lee (presente con il suo immancabile cameo, al pari di Steve Ditko, anche se solo come voce della rubrica di un telefonino) riuscirà ad arrivare al grosso del pubblico al quale questo nuovo Spider-man è destinato. Un pubblico non giovanissimo, e insieme non troppo classico, visto l'intreccio di riferimenti piuttosto moderni che sono la base dell'operazione.
 
Una nuova frontiera, molto interessante e senza dubbio divertente, che supera qualche difetto grazie all'estrema varietà degli attori in gioco, ma che non sfugge a una certa prolissità, anch'essa piuttosto tipica. In fondo è una caratteristica insita nel DNA del personaggio, famoso per le troppe chiacchiere di cui infarcisce le sue scene anche più spettacolari. In questo caso con un certo dispregio della sceneggiatura, e di verosimiglianza o realismo. Ma d'altronde non era questa l'occasione migliore per rispettare certi canoni...