Robin Hood - L'origine della leggenda

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TRAMA
Robin Hood - L

Il segreto della leggenda di Robin Hood in un entusiasmante film d’azione e avventura. Al ritorno dalle Crociate, Robin di Loxley (Taron Egerton) scopre che l’intera contea di Nottingham è dominata dalla corruzione. L’ingiustizia e la povertà in cui vive il suo popolo lo spingono così a tramare per organizzare un’audace rivolta contro la potente Corona d’Inghilterra. Ma per farlo ha bisogno di un mentore: un abile quanto sprezzante comandante conosciuto durante la guerra (Jamie Foxx). Grazie a lui, il temerario Robin diventerà il leggendario Robin Hood e, forse, cercherà anche di riconquistare un amore che credeva perduto.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Robin Hood
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
116 min.
USCITA CINEMA
22/11/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Gian Luca Pisacane
 
Il mito del guerriero, la leggenda dell’affascinante malandrino. Nell’epoca dove tutto è post – post – post, gli antichi paladini vengono reinventati, deformati. Anche le immagini sono diventate un fake, non solo le notizie. La verità non interessa più a nessuno. Così Robin Hood cambia veste. Nel tempo lo avevano raffigurato come un cavaliere stanco (Robin e Marian, con Audrey Hepburn che si faceva suora pur di aspettarlo), come un aitante sessantottino (Robin Hood – Principe dei ladri), come un gigione nelle mani di Mel Brooks (Robin Hood: Un uomo in calzamaglia). Addirittura Ridley Scott gli aveva fatto respingere uno sbarco sulla spiaggia in stile Salvate il soldato Ryan (Robin Hood).
 
In questa ultima versione, il vecchio adagio viene rispettato: rubare ai ricchi per dare ai poveri. Ma poi si scatena il finimondo. L’eroe romantico, il simbolo dell’orgoglio sassone contro l’invasione normanna, il difensore del trono... in Robin Hood – Le origini della leggenda si trasforma in una giovane mina vagante, con la precisione di Legolas e la parlantina di un politico consumato.
 
Aizza le folle, è il leader di ogni rivolta. Di giorno siede alla tavola dei potenti e di notte veste i panni del ladro gentiluomo. Si comporta come Batman, e si immerge in una realtà d’ispirazione steampunk. Le scenografie da fumettone ricordano anche i videogiochi, con il costume da battaglia che richiama quello del protagonista di Thief.
 
Qui Robin Hood è un superuomo, e “Little” John sembra essere una rivisitazione di Morpheus, ma ancora più letale. I due amano l’azione spettacolare, sovvertono l’ordine, sfidano ogni autorità. Il regista Otto Bathurst ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: il male supremo è la Chiesa, che si arricchisce sulle spalle dei poveri, cerca di manipolarli con il suo credo, costringe i disgraziati a spaccarsi la schiena nelle miniere.
 
L’Arcidiacono è la massima autorità del luogo, che non vede l’ora di eliminare anche il sovrano. Ma non finisce qui. Lo Sceriffo di Nottingham è in combutta con gli arabi, come un novello George W. Bush che tratta con i Sauditi mentre crollano le Torri Gemelle (ricordate Fahrenheit 9/11?). Le schermaglie urbane sembrano gli scontri in piazza tra manifestanti e poliziotti. I soldati con lo scudo respingono i civili armati di bombe carta e forconi. È l’anarchia.
 
Da una parte i lavoratori, dall’altra i padroni senza scrupoli. La cattedrale troneggia sugli ignoranti, gli operai chiedono una ridistribuzione della ricchezza. A cercare la salvezza è la working class, ormai senza diritti, costretta a vivere in un universo che, per essere gentili, potrebbe avere delle sfumature alla Mad Max. Ma che cosa è successo a Robin Hood? Lo hanno spinto al limite, estremizzato, come Artù in King Arthur – Il potere della spada. Con un occhio al passato, per chi scrive, il film migliore resta La leggenda di Robin Hood di Michael Curtiz, con l’immortale Erroll Flynn.