Reality

TRAMA
Reality - Locandina

Progetto di Matteo Garrone incentrato sul mondo della televisione e sull'illusione prodotta da questo media nell'Italia del Terzo millennio. Per mantenere la moglie e i due figli e soddisfare i bisogni indotti dalla modernità, il napoletano Luciano fa il pescivendolo insieme al cugino, arrotondando con piccole truffe. Il suo grande sogno, però, è quello di partecipare al reality Grande Fratello, per poter avere un ritorno economico che gli permetta di cambiar vita e futuro, e di assecondare una certa dose di narcisismo insita in lui. Sempre più ossessionato dall'idea, Luciano finisce col perdere il senso della realtà, distorcendo la percezione di ciò che lo circonda.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Reality
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
115 min.
USCITA CINEMA
28/09/2012
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2012
RECENSIONE

Il Grande Fratello come non lo avete mai visto prima. Effetti collaterali inclusi…

Se “Gomorra” era "un film di guerra ambientato a cento chilometri da Roma", “Reality” - presentato in Concorso a Cannes - è un “horror sociale” che cattura con ironia tagliente il dramma di una nazione anestetizzata dalla televisione e infettata dalla videocrazia. La notorietà e il voler apparire come sogno massimo di vita e unica scappatoia dalla crisi.

Nel descrivere la vicenda di un padre di famiglia napoletano che perde letteralmente la brocca nel momento in cui viene spinto a partecipare alle selezioni per il Grande Fratello, Garrone riecheggia un po' quel bellissimo film che era “Re per una notte” di Martin Scorsese. E il suo talento nel trovare attori perfetti per incarnare la famiglia napoletana è quanto mai impeccabile. Un lavoro accuratissimo per ogni singolo volto, fino a un protagonista immenso - interpretato da Aniello Arena – che accompagnamo fino agli abissi della follia.

Il delirante mondo del grande fratello, tanto immortalato e osannato nel nostro Paese, viene fuori sia nelle riprese delle chilometriche file per i provini che in quelle all'interno della famosa casa in cui viene celebrato il “fancazzismo” totale come definitivo requiem culturale.

Il film è girato magnificamente, con diversi piani sequenza – su tutti la bellissima panoramica iniziale - e continui primi piani sul protagonista, quasi fosse costantemente spiato. Convince meno sul ritmo: Garrone non si lancia troppo, non rischia e procede finendo per ripetersi un paio di volte. Presto capiamo dove il film ci porterà e in che modo lo farà. Ciò non toglie spazio a sequenze ipnotiche e a un finale memorabile.

di Pierpaolo Festa

IL CAST