Peterloo

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Peterloo

Un ritratto epico degli eventi legati ai fatti di Peterloo, quando nel 1819 un pacifico raduno pro-democrazia riunitosi presso St Peter's Fields a Manchester si trasforma in uno degli episodi più sanguinosi e tristemente noti della storia britannica. Una folla di oltre 60.000 persone radunate per richiedere riforme politiche e per protestare contro i crescenti livelli di povertà viene attaccata dalle forze governative. Molti manifestanti furono uccisi e centinaia rimasero feriti, dando vita a proteste in tutta la nazione, ma anche a nuove repressioni da parte del governo. I fatti di Peterloo rappresentano un momento fondamentale nella definizione della democrazia britannica e hanno giocato un ruolo importante anche nella fondazione del quotidiano "The Guardian".

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Peterloo
GENERE
NAZIONE
United Kingdom
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Academy Two
DURATA
154 min.
USCITA CINEMA
21/03/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
di Marco Triolo
 
Lo chiamarono il massacro di Peterloo, perché la piazza di St Peter's Field a Manchester sembrava un campo di battaglia dopo l'intervento della cavalleria, mandata a reprimere nel sangue una manifestazione pacifica per il suffragio universale, lì tenutasi il 16 agosto 1819. Un evento che non poteva che essere paragonato a una battaglia, quella di Waterloo, che quattro anni prima aveva visto prevalere le forze britanniche contro quelle napoleoniche.
 
Un titolo che si adatta alla perfezione al nuovo film di Mike Leigh, che mette a confronto la spinta riformatrice che animava la classe operaia nell'Inghilterra della rivoluzione industriale e le forze conservatrici che si aggrappavano con le unghie e i denti a un passato di privilegi destinato a tramontare. Peterloo è un film che rientra in una lunga tradizione di cinema politico britannico e, come i film che lo hanno preceduto, usa un evento storico per riflettere sul presente. Un'epoca in cui diamo per scontati diritti come l'universalità del suffragio, senza renderci conto dei sacrifici, anche in termini di vite umane, fatti per ottenerli.
 
Leigh sa maneggiare la materia con enorme esperienza e compie una grande impresa: tenere alta l'attenzione del pubblico nel corso di un film di due ore e mezza che, per due terzi, è composto da discussioni politiche, comizi, drammi famigliari. Un affresco realistico e documentato sulla realtà della vita quotidiana dell'epoca, che si nutre di riferimenti visivi all'arte del periodo, dalla palette di colori ai costumi. Il ritmo lento ma inesorabile dei primi due atti sfocia in un finale che mette in scena interamente la giornata del 19 agosto, dall'entusiasmo iniziale per l'intervento dell'oratore politico Henry Hunt, alle prime avvisaglie di problemi, fino al massacro in cui persero la vita quindici persone e ne vennero ferite centinaia dai colpi di spada degli ussari.
 
Il regista preferisce le immagini alla retorica, predilige il resoconto pulito all'interpretazione esplicita degli eventi. Eppure è proprio nelle immagini che si trova la chiave di lettura del film, il confronto tra l'emergere della democrazia e un ancien regime che non vuole mollare la presa. Quando appare, il principe reggente e futuro re Giorgio IV è truccato e vestito come un nobile settecentesco. I politici inglesi che osservano il comizio di Hunt sono chiusi in una stanza e guardano il futuro da una finestra. Sprovvisti delle armi necessarie per interpretare ciò che vedono.
 
Una lezione di storia che è utile anche oggi, in quest'epoca in cui i movimenti populisti stanno strappando voti a forze politiche che si dimostrano ugualmente incapaci di contrastarne l'avanzata: non bisogna mai perdere la capacità di leggere il presente.