L'uomo dal cuore di ferro

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La storia dell'inarrestabile ascesa di Reinhard Heydrich (Jason Clarke) e del suo assassinio. Freddo e implacabile, Heydrich fu uno dei più potenti gerarchi del regime Nazista e principale artefice della “soluzione finale”. Accanto a lui sua moglie Lina, (Rosamund Pike,) che lo introdusse all’ideologia Nazista e gli fu accanto negli anni della sua ascesa. Tuttavia, un piccolo gruppo di combattenti della Resistenza Ceca in esilio, addestrati dagli Inglesi e guidati dal governo Cecoslovacco, tentò di fermare “l’inarrestabile”. Heydrich fu ferito a morte durante un'azione dei paracadutisti capitanata da Jan Kubis e Jozef Gabcik, mentre con la colonna di mezzi militari stava attraversando Praga. Reinhard Heydrich fu il più alto ufficiale Nazista ad essere ucciso durante la Seconda Guerra Mondiale.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
HHhH
GENERE
NAZIONE
Francia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Videa
DURATA
119 min.
USCITA CINEMA
24/01/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2019
di Mattia Pasquini
 
Il nazismo e quel che lo riguarda son sempre argomenti caldi, mai troppo analizzati e sviscerati, dal cinema e non solo. Anche per questo L'uomo dal cuore di ferro di Cèdric Jimenez - adattamento del romanzo HHhH. Il cervello di Himmler si chiama Heydrich di Laurent Binet - presentava delle sicure attrattive per il grande pubblico, per non parlare della presenza di un cast importante (Jason Clarke, Rosamund Pike, Jack O'Connell, Jack Reynor e Mia Wasikowska) nei ruoli chiave… Eppure, le ottime premesse non sembrano aver prodotto molto più dell'ennesima conferma di quanto spesso sia meglio il testo originario rispetto alla sua trasposizione cinematografica.
 
Un peccato affidarsi a un tale cliché, ma la delusione dello spettatore in questo caso fa il paio con la frustrazione del critico di fronte al racconto del coraggioso tentativo di assassinare lo spietato Reinhard Heydrich noto come Operazione Anthropoid. Collaboratore di Himmler nelle SS, fondamentale nell'ideazione della cosiddetta 'Soluzione Finale (della questione ebraica)', quello che per molti fu l'uomo più pericoloso del terzo Reich ci viene dettagliatamente mostrato in tutta la sua crudele alienazione nella prima delle due porzioni della vicenda, forse con un taglio fin troppo 'da sceneggiato'.
 
Di certo, non si potrà affermare che la descrizione manchi di completezza, ma l'impressione principale resta quella di un eccessivo didascalismo, o di un generico nozionismo. Gli spunti più interessanti - su tutti quello della forza motrice espressa della moglie, la Lina di Rosamund Pike - si perdono, infatti, via via che si sviluppa il personaggio principale, del quale vediamo ogni scatto di carriera, ma del quale fatichiamo a riconoscere emozioni e umanità.
 
Che ne fosse privo? Forse. Scelta encomiabile anche quella di supporlo, in caso, se non fosse che è proprio la mancanza delle pulsioni più interiori ad affossare anche la seconda delle due parti, incontrovertibilmente fredde e distanti pur nei momenti più suppostamente drammatici (per esempio nelle varie interazioni tra i protagonisti della resistenza cecoslovacca e negli esiti del loro tentativo) o che dovrebbero produrre più sdegno o rabbia. Che rischiano di restare né più né meno quelli di prima della visione, consigliata dal punto di vista didattico, ma decisamente sconfitta nel confronto con l'analogo Missione Anthropoid di Sean Ellis con Jamie Dornan e Cillian Murphy.