Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

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TRAMA
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Tutto ciò che Clara (Mackenzie Foy) desidera è una chiave: una chiave unica nel suo genere, in grado di aprire una scatola che contiene un dono inestimabile ricevuto dalla sua defunta madre. Un filo d’oro, ricevuto durante l’annuale festa natalizia del suo padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman) la conduce verso l’ambita chiave, che però scompare immediatamente in uno strano e misterioso mondo parallelo. È qui che Clara incontra un soldato di nome Phillip (Jayden Fowora-Knight), una banda di topi e i reggenti che governano tre Regni: la Terra dei Fiocchi di Neve, la Terra dei Fiori e la Terra dei Dolci. Clara e Phillip devono coraggiosamente avventurarsi nel minaccioso Quarto Regno, in cui vive la malvagia Madre Cicogna (Helen Mirren), per recuperare la chiave di Clara e riportare l’armonia nell’instabile mondo.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Nutcracker and the Four Realms
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Walt Disney Pictures
DURATA
100 min.
USCITA CINEMA
31/10/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Gian Luca Pisacane

La Disney non perde il suo spirito visionario, ormai ha trasformato l'immaginazione in realtà. Ha costruito un impero, con supereroi (la Marvel), spade laser (l'universo di Star Wars), altre major (l'acquisizione della 20th Century Fox), un servizio su piattaforma in arrivo (l'obiettivo è fare concorrenza a Netflix) e i "cartoni animati". Senza dimenticare i live action, che riportano sul grande schermo classici del passato come La bella e la bestia e Mulan (in arrivo nel 2020).

Lo schiaccianoci e i quattro regni si ispira a musica, balletto e letteratura (ricordate Fantasia?): il racconto di Hoffmann lo Schiaccianoci e il re dei topi (poi adattato da Alexander Dumas), le coreografie di Marius Petipa e le indimenticabili note di ?ajkovskij. Diverse forme d'arte unite dal cinema. Si crea così una piacevole alchimia: direttori d'orchestra si alternano a danzatori stravaganti, la colonna sonora guarda direttamente al mitico compositore russo (anche se è stata rivisitata da James Newton Howard). Effetto nostalgia per gli appassionati, e un mondo ricco di sorprese per i più piccoli. Quattro regni per mescolare colori, sensazioni, effetti visivi: il bianco della neve, il verde per la natura, l'oscurità per la terra dei malvagi.

La Disney continua a costruire mondi paralleli, a giocare con i paradossi temporali, a cercare sempre nuove dimensioni (i protagonisti rischiano più volte di essere rimpiccioliti). Il tutto senza mai perdere la propria anima. L'eroina è una principessa che non ha nulla da invidiare a Cenerentola: sua madre era una regina, anche se lei non lo sa. Deve scavare nel suo cuore, riavvicinarsi al padre sempre ombroso, trovare la forza di crescere.

In fondo si tratta ancora di un tenero Canto di Natale, di una eterna ricerca del calore umano, con tanti buoni sentimenti da mettere sotto l'albero. A colpire è soprattutto la bellezza delle immagini. Un montaggio rapido guida lo spettatore attraverso castelli favolosi, foreste maledette, fate e strane creature. È una vicenda a misura di bambino, pronto a ridere per gli ammicchi di un simpatico "topolastro" (come viene spesso chiamato) e a spaventarsi quando dei clown molto ambigui entrano in scena. Qualche brivido in stile Halloween, con un occhio alle feste in arrivo.

Sembra che Alice nel paese delle meraviglie incontri Le cronache di Narnia, invitando a non fermarsi a ciò che si vede. Apparenze contro realtà. Spesso nel "bello" si nasconde l'inganno. La falsa gentilezza rischia di far riporre la fiducia nelle persone sbagliate. La favola si accompagna a qualche lezione di vita, senza cadere nella retorica. I toni sono delicati, lo stile è energico. Forse gli adulti avrebbero preferito qualche luogo comune in meno, ma Lo schiaccianoci e i quattro regni si rivela comunque uno spumeggiante divertimento natalizio.