Il campione

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Il campione

Giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricchissimo e viziato. Christian Ferro è Il campione, una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di mezzo mondo. Valerio, solitario e schivo, con problemi economici da gestire e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene assegnato al giovane goleador quando - dopo l’ennesima bravata - il presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina, attraverso una tappa fondamentale per un ragazzo della sua età, l’esame di maturità. I due, che non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro, si troveranno legati a doppio filo, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Il campione
GENERE
NAZIONE
Italia
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
105 min.
USCITA CINEMA
18/04/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2019
di Pierpaolo Festa

Perché servono più film come Il campione in Italia? Diciamo la verità, la storia di un giovane con un talento fuori dal comune ma grossi problemi personali - un ragazzo aiutato da un mentore altrettanto incasinato ma in grado di illuminargli la strada verso la maturità - non è certo una ventata di freschezza cinematografica. Qui però lo è. 

“Freschezza cinematografica” è l’espressione che si addice perfettamente all'opera prima di Leonardo D'Agostini. A renderlo brillante ed efficace ci pensa tutto il lavoro produttivo di Groenlandia, la compagnia di Matteo Rovere attiva nel riportare il nostro cinema al grande pubblico senza il bisogno di ricorrere ad autori già affermati e cinema impegnato (Rovere ha diretto Veloce come il vento e prodotto i sequel di Smetto quando voglio e le commedie Moglie e marito Croce e delizia). 

E allora che bel film italiano che è Il campione. Perché non ha paura di attraversare alcuni cliché appartenenti a un genere e crederci così tanto al punto da rivitalizzarli quegli stessi cliché. E arrivare al cuore del grande pubblico. 
 
Questa è la sfida vinta. E non è l’unica. Ce ne sono tante che il film supera a pieni voti durante l’ora e quaranta di durata, proseguendo tra dramma, azione e commedia all’interno del mondo del calcio.  Dove Il campione trionfa veramente è nello Stefano Accorsi Show. Non abbiamo mai visto la recitazione dell'attore così bilanciata. Messa a punto. Dopo Veloce come il vento Accorsi sembra veramente divertirsi facendo questo lavoro: è diventato un attore maturo, consapevole del suo talento e coraggioso al punto da sperimentare nuovi percorsi artistici. Eccolo in versione Robin Williams, vestito come l'attore in Will Hunting - Genio ribelle con tanto di barbetta incolta. Ed eccolo distaccarsi dal modello americano e fare una cosa tutta sua. Lasciando il segno. Specialmente in quella scena in cui racconta le tragedie del suo passato trattenendo le lacrime, ma facendole scorrere sul volto di chi sta a guardare. 

L’attore è il leader di un cast assemblato in maniera perfetta: dai co-protagonisti Andrea Carpenzano e Ludovica Martino, ai ruoli di supporto con Massimo Popolizio e Mario Sgueglia (la vera sorpresa del film) nei panni di due personaggi il cui lato mostruoso è bilanciato dalla loro umanità. Servono più film come questo per il nostro cinema. Film evento che portino il pubblico a riempire le sale.