Domani è un altro giorno

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Domani è un altro giorno

Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea) sono amici da trent’anni e li aspettano i quattro giorni più difficili della loro amicizia. Tommaso vive da tempo in Canada e insegna robotica. Giuliano è rimasto a Roma e fa l’attore. Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estroverso e pirotecnico, Tommaso riservato e taciturno. Giuliano, l’attore vitalista, seduttore e innamorato della vita è condannato da una diagnosi terminale e, dopo un anno di lotta, ha deciso di non combattere più. Ai due amici di una vita rimane un solo compito, il più arduo, quasi impossibile: dirsi addio. E hanno solo il tempo di un lungo weekend, quattro giorni. Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute per ritrovare la complicità, quella capacità di scherzare su tutto è fondamentale per esorcizzare l’inevitabile. Inizia così per i due amici un “road movie dei ricordi”. C’è qualche conto da chiudere, ma soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: è lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia. Con loro “viaggia” un terzo incomodo, Pato, un bovaro bernese dallo sguardo sperduto, che per Giuliano è praticamente un figlio. Il primo dei conti da chiudere, è trovare una sistemazione proprio a Pato. I quattro giorni della loro ritrovata amicizia sono finiti. Tommaso sta per prendere l’aereo e non si vedranno mai più. Ma il vecchio istrione Giuliano non può lasciare che l’amico gli rubi la scena neanche una volta ed è suo l’ultimo coup de theatre…

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Domani è un altro giorno
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Medusa
DURATA
100 min.
USCITA CINEMA
28/02/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2019
di Gian Luca Pisacane
 
Domani è un altro giorno è un film in bianco e nero del 1951, diretto da Léonide Moguy. Raccontava di una donna salvata dal suicidio, che doveva ritrovare una ragione per andare avanti. E non solo. Il tema era quello della sacralità dell’esistenza, che in qualche modo ritorna in Domani è un altro giorno di Simone Spada. Le due storie non hanno alcun grado di parentela, ma entrambe affrontano la morte con coraggio.
 
Qui l’esuberante Giuliano (Marco Giallini) scopre di avere un tumore ai polmoni, e sceglie di non curarsi. Le medicine allungherebbero solo l’agonia. Il suo amico di una vita Tommaso (Valerio Mastandrea) arriva dal Canada per stargli accanto, magari per fargli cambiare idea. La memoria acquista più valore quando si avvicina la fine, ci si aggrappa ai ricordi. Ma il regista evita i momenti strappalacrime, le sequenze ricattatorie. Non mette in scena flashback nostalgici, dirige in modo sobrio, con lenti movimenti di macchina e ottime intuizioni in fase di montaggio.
 
Lo spirito della vicenda è crepuscolare: i protagonisti hanno il tempo contato. L’uno deve riprendere l’aereo per tornare in Canada, l’altro non sa quanto gli rimane. Entrambi hanno fatto un percorso insieme, si sono allontanati per poi riavvicinarsi. Il viaggio resta un tema centrale nel cinema di Spada. In Hotel Gagarin, cinque italiani in cerca di autore andavano fino in Armenia per soddisfare le richieste di un sedicente produttore. Qui il sentiero da percorrere è quello definitivo.
 
Giuliano diventa credente per darsi un’ultima possibilità, e non svanire nel nulla. Viene in mente Euforia di Valeria Golino, dove a doversi riappacificare erano due fratelli di sangue. Qui Tommaso e Giuliano lo sono per scelta, e la grande sfida è di lasciarsi andare, di accettare il libero arbitrio. Spada sottolinea la difficoltà di comunicare, di lasciar trapelare il proprio dolore. “Se un amico non mi invita al suo compleanno non importa, ma se non condivide con me un grande dolore allora mi offendo”, scriveva Oscar Wilde. A recitare questa massima è Renato Scarpa, che interpreta un ambiguo direttore teatrale.
 
In fondo Domani è un altro giorno è una love story, con la quotidianità, con chi ci accompagna da decenni. È una battaglia contro la solitudine, contro il destino beffardo. Il tutto trattato con ironia, cercando sempre un equilibrio, un’armonia nei dialoghi e nelle sequenze. Spada si ispira al successo spagnolo Truman – Un vero amico è per sempre di Cesc Gay, e ne realizza un remake personale, dove commozione e umorismo riescono a trovare la giusta misura.
 
Merito anche di Valerio Mastandrea e Marco Giallini: personalità opposte che sullo schermo si attraggono come magneti. Spesso non hanno neanche bisogno di parlarsi, basta uno sguardo. Ed è nei silenzi che Domani è un altro giorno trova i suoi momenti più belli, quando la complicità si esprime senza rumore e per un attimo il mondo intero sparisce.