Compromessi sposi

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Una giovane fashion blogger di Gaeta (Grace Ambrose) e un ragazzo milanese (Lorenzo Zurzolo) che aspira a fare il cantautore sembrerebbero avere poco in comune, ma quando scocca la scintilla dell'amore ogni differenza scompare. Nel giro di una notte decidono di sposarsi. Anche i loro padri non hanno niente in comune: Gaetano (Vincenzo Salemme) è un rigido sindaco del Sud, Diego (Diego Abatantuono) è un ricco imprenditore del Nord. Se tra i ragazzi è stato subito amore, tra i futuri consuoceri è invece odio a prima vista. A unirli un solo obiettivo: impedire a ogni costo il matrimonio dei figli. In una battaglia giocata con ogni mezzo e che coinvolgerà tutta la famiglia, riuscirà la coalizione paterna a scongiurare le nozze dei figli?

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Compromessi sposi
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Vision Distribution
DURATA
90 min.
USCITA CINEMA
24/01/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2019
di Mattia Pasquini
 
Cita Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi il regista di Compromessi sposi, Francesco Miccichè, al suo terzo film dopo Loro chi? e Ricchi di fantasia (e tanta, tanta televisione e docufilm). Ma la sua commedia 'familiare' è inevitabilmente altra cosa. Un film che sembra sfruttare approssimativamente degli indubbi punti di forza - come le location splendide della costa di Formia e Gaeta o alcuni interpreti - finendo per cadere vittima degli stessi stereotipi e macchiette utilizzati per raccontarsi.
 
Se Mattioli nel 1960 si era concentrato su conflitti di classe e congiuntura economica, qui il confronto è tra le diverse morali che attraversano oggi il Paese, a livello politico e personale. E così l'apparentemente integralista sindaco grillino meridionale (Vincenzo Salemme), separato da una moglie fin troppo verace, si contrappone al forzitaliota industriale nordico (Diego Abatantuono), più buono di quel che dovrebbe o sembrerebbe, accompagnato dalla figlia spietata dalla vita segreta (Valeria Bilello). Al centro della contesa, i due 'giovani d'oggi': Ilenia e Riccardo, Grace Ambrose e il Lorenzo Zurzolo che tutti avrete visto su Netflix in Baby.
 
Gli ingredienti per una commedia corale ci sono tutti, insomma, come anche alcune delle classiche debolezze di questo tipo di prodotto. Spesso eccessivamente concentrato sulle dinamiche tra le diverse coppie comiche messe in scena, e sull'obiettivo finale, da abbandonare lo spettatore e lo sviluppo a sé stessi in molti frangenti. Si rimane in superficie, costantemente: nell'introduzione di temi 'caldi' (dall'abusivismo al matrimonio gay, ma qualcuno ci ha visto persino la "liberalizzazione delle droghe leggere") e soprattutto nel racconto delle difficoltà delle due famiglie, come nel loro campanilismo, ridotto a macchietta fino a diventare fastidioso nella caratterizzazione sguaiata della parte laziale della famiglia.
 
Un peccato, perché la comicità di Salemme riesce sempre a restare garbata e gradevole e perché le figure femminili della componente nordica (Bilello e Celentano) offrono un contorno che rischia di venir messo in ombra da elementi meno riusciti. Analogamente i due giovani interpreti, oculatamente scelti, ma sfruttati più come innesco di un'approssimativa autocritica da parte dei due capifamiglia e come spunto di una - finalmente consapevole - rivincita finale.