Cena con Delitto - Knives Out

Seleziona una città:
Cena con delitto - Knives Out

Harlan Thrombey (Christopher Plummer), un agiato romanziere, viene trovato morto, in circostanze misteriose, nella sua proprietà la mattina dopo la festa per il suo 85esimo compleanno. Il celebre detective Benoit Blanc (Daniel Craig), uomo di straordinario intuito e carisma, è incaricato del caso, e sospetta si tratti di un omicidio. In perfetto stile “crime” la famiglia del defunto è numerosa, e tutti, nessuno escluso, sono potenziali sospettati: ognuno di loro, infatti, avrebbe un motivo più che valido per eliminare Harlan Thrombey, uomo che l’esperienza e l’età hanno reso tanto lungimirante quanto sagace. Quando il fatidico giorno della lettura del testamento si avvicina, l’avida e disfunzionale famiglia di Harlan, si rivela essere molto più complicata e conflittuale di quanto sembrasse all’inizio. Un contesto familiare costituito da personaggi variopinti, appartenenti a generazioni contrapposte tra loro per età, obiettivi e stili di vita. Quando Marta (Ana de Armas), la giovane e bella infermiera sudamericana di Thrombrey si ritrova implicata nel misterioso caso, appare chiaro che nessun segreto è più al sicuro nella casa, neppure i suoi.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Knives Out
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
130 min.
USCITA CINEMA
05/12/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2019
di Mattia Pasquini
 
Come è possibile che un criminale e un detective dichiaratamente "non un granché" mettano in scena un delitto 'col buco', eppure coinvolgente, ben costruito, divertente e ricco di sorprese? Merito sicuramente di Rian Johnson (Looper, Gli ultimi Jedi), sceneggiatore e regista di Cena con delitto - Knives Out, un giallo che va ben oltre l'omaggio ad Agatha Christie universalmente evidenziato. La "lettera d'amore" alla celebre drammaturga inglese, infatti, è uno spunto dal quale l'autore del Maryland si stacca spesso. E con successo.
 
L'ambientazione e le premesse sono delle più classiche. Una magione d'altri tempi (ma anche qui, attenzione a fidarsi delle apparenze!) e una famiglia numerosa raccolta intorno al suo decano per un importante compleanno fanno sicuramente pensare - complice anche la locandina - ad altri 'inviti a cena', ampiamente parodiati. Ma dopo il primo giro di interrogatori tutto cambia. La progressiva uscita dall'ombra del detective Benoit Blanc di Daniel Craig determina un vortice di twist narrativi che né annoiano né confondono.
 
Anzi, l'alternarsi di percorsi più consueti e abituali con altri al limite della farsa invece di spiazzare gli appassionati più integralisti del genere riesce a il tenere viva l'attenzione, con qualche trucco. In primis - come in ogni gioco di prestigio che si rispetti - nascondendo alla vista (o al ragionamento, in questo caso) la domanda principale e più importante di tutta l'indagine, che via via sembra abbandonare il suo oggetto: l'omicidio/suicidio dell'ottantacinquenne scrittore di romanzi gialli Harlan Thrombey interpretato da Christopher Plummer.
 
Ma non c'è alcuna distrazione, mai! Tutto è studiato nei minimi dettagli, e ogni filo lasciato in sospeso finisce poi per esser riannodato, ricompreso in un gomitolo che rotola morbidamente verso la conclusione tanto desiderata. Un gioco di incastri che non ha bisogno di fiammate o inserti 'action' (che spesso han finito per rovinare produzioni analoghe), e che una piacevolissima Ana de Armas regge senza problemi, rivelando doti che aveva fatto già intravedere e che potrebbero aprirle interessanti prospettive.
 
Come nella Christie, la verità viene prima di tutto, ma qui è il fu Bond (che sempre più mostra di voler e sapere esplorare altre vie) ad aggiungere un interessante corollario: "i toni grigi non sono nella verità, ma in cosa se ne fa dopo averla trovata". Una chiave che, insieme alla scelta filosofica di fondo, fanno della vicenda un inno alla bontà, e all'umanità spesso soffocata dietro all'esaltazione del nostro dark side e della facilità con cui gli cediamo.
 
Una buona infermiera che vomita ogni volta che sente una bugia, un poliziotto appassionato di letteratura noir, la citazione (in spagnolo) della Signora in Giallo e dell'Holmes più presuntuoso, un parterre di parenti-serpenti da manuale e le loro beghe regalano perle che fanno più piacevole il nostro lungo viaggio. Ma anche l'adeguarsi ai tempi di una investigazione che si sviluppa secondo regole diverse dal solito, e che rende persino facile empatizzare con il colpevole in attesa della inevitabile condanna.