Beautiful Boy

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Beautiful Boy

Nicolas Sheff ha 18 anni ed è un bravo studente: scrive per il giornale della scuola, recita nello spettacolo teatrale di fine anno e fa parte della squadra di pallanuoto. Ama leggere e possiede una spiccata sensibilità artistica; in autunno andrà al college. Da quando ha 12 anni però, ama sperimentare le droghe; da qualche tempo ha provato la metamfetamina e, come lui stesso dichiara, “Il mondo, da bianco e nero, improvvisamente è diventato in Technicolor”. In breve tempo Nic, da semplice adolescente che fa uso sporadico di stupefacenti, si trasforma in un vero e proprio tossicodipendente. Beautiful Boy è la storia, tanto onesta quanto spietata, di una famiglia che accompagna il proprio figlio nella lotta contro l’assuefazione. Basato sull’omonimo bestseller del noto giornalista David Sheff e sull’apprezzata autobiografia di suo figlio Nic, il film descrive il potere distruttivo della droga e la forza rigenerante dell’amore. Angosciante, struggente, ma anche ricco di gioia, di amore e di speranza, Beautiful Boy racconta il baratro in cui Nic sprofonda, le sue assenze, le promesse tradite, la rabbia, e il modo in cui David si adopera per salvare il suo “bellissimo figlio” dalle conseguenze della dipendenza.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Beautiful Boy
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
112 min.
USCITA CINEMA
13/06/2019
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
di Gian Luca Pisacane

Album di famiglia: i ricordi, le istantanee dei momenti più belli, i figli che muovono i primi passi. E poi quella volta al bar insieme, quando il padre e il “piccoletto” si sono messi a parlare la lingua dei klingon, come in un episodio di Star TrekLa vita scorre, gli anni passano, si gioca alla famiglia felice. C’è stata una separazione, ma il dialogo non manca. Fino alla tossicodipendenza.

Il “pargolo”, ormai maggiorenne, scopre l’eroina, l’ecstasy, e tutte le droghe presenti sul pianeta. Non riesce a farne a meno, è l’inizio di un incubo. Beautiful Boy è un loop: caduta, redenzione, felicità temporanea, crollo, e si ricomincia da capo. È come se fosse diviso in molti episodi dalla stessa struttura, che non smettono di ripetersi. Perché non esiste una fine, non può esserci una soluzione o un “e vissero tutti felici e contenti”. Non nella realtà.

La speranza lascia il passo alla distruzione emotiva di un genitore, che non sa come salvare ciò che ha di più caro. Sembra che l’oscurità avvolga ogni momento della giornata, con la nostalgia di un tempo che non può tornare: i primi giorni di scuola, i giochi, la spensieratezza. Il presente è fatto di siringhe, anfetamine, telefonate nel cuore della notte e corse all’ospedale. Anche il centro di recupero è inutile. “Perché continui a farti?”, chiedono al disgraziato. “Non so, mi fa sentire bene”. Manca la forza di reagire, di rialzare la testa e ricominciare a vivere.

Nic, il protagonista, ha bisogno di guarire dalle proprie insicurezze, non smette di fuggire da ogni responsabilità. Si rifugia in una dimensione parallela, fatta di “sballo” a buon mercato. Così spreca il suo talento per la scrittura, distrugge il domani e, senza rendersene conto, anche chi lo ha messo al mondo.

Il padre è disperato, non sa come andare avanti. L’unica soluzione è scegliere il distacco, il silenzio. Intanto passano i mesi, gli anni. Ma tutto resta immobile. Le persone si logorano, perdono la loro umanità. Diventano macchine, programmate per sbrigare le faccende domestiche, ma non per volersi bene.

Steve Carell e Timothée Chalamet offrono una prova maiuscola. Si scontrano, si abbracciano, piangono, sperano e, a tratti, arrivano a odiarsi. Di chi è la colpa? Di tutti e di nessuno. Prima dei titoli di coda si legge che: “la prima causa di morte per gli americani sotto i cinquant’anni è la droga”. Dati allarmanti, su cui il regista Felix Van Groeningen (già autore del dimenticabile Alabama Monroe) realizza il suo Beautiful BoyUna storia comune, che potrebbe appartenere a tutti. A volte il regista spinge troppo sul pedale della musica, sull'enfasi, ma i buoni propositi e l’alchimia fra gli interpreti fanno dimenticare (in parte) certi compiacimenti. La vicenda è tratta da due bestseller: quello del giornalista David Sheff (Beautiful Boy) e di Nic Sheff (Tweak: Growing Up on Metanphetamines). Due punti di vista che si fondono, e restituiscono lo spaccato di una tragedia.