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Predators: Q&A con Robert Rodriguez

Il regista di "Dal tramonto all'alba" e "Sin City" ci racconta i segreti del reboot della saga inaugurata da Schwarzenegger che arriverà nei cinema in estate.

Predators - Robert Rodriguez

02.04.2010 - Autore: Pierpaolo Festa
Mancano ancora una manciata di mesi all’uscita di “Predators” e il regista Robert Rodriguez (produttore del film) è già pronto ad affrontare i fan più spietati, tutti quelli che si sono sentiti traditi dai due adattamenti di “Alien vs. Predator” e che erano nostalgici verso la saga originale.

Noi l’abbiamo incontrato in una web-chat organizzata proprio per i fan. Seduto nel suo ufficio ai Troublemakers Studios di Austin, Rodriguez è arrivato con tanto di testa di Predator alle sue spalle. “Anche se non avete visto il primo film della serie, questa nuova storia funziona comunque – ha assicurato subito il regista - E lo stesso ovviamente vale per i sequel. Non importa che non li abbiate visti. Perché vi dico che questa volta abbiamo preso tutta una nuova direzione”.

Robert Rodriguez in chat

Ambientato sul pianeta dei Predators, il nuovo film (di cui potete leggere la nostra anteprima qui) è interpretato da Adrien Brody nei panni di Royce, leader di un gruppo di mercenari finiti nel bel mezzo della giungla e pronti a diventare il banchetto dei mostruosi alieni.

Robert come mai hai deciso di limitarti a produrre il film e di non dirigerlo?
Sapevo che avrei avuto altri impegni, quindi dovevo cercare un nuovo regista. E ho sempre avuto in mente Nimród Antal. Lui è stato fantastico, un tipo proprio forte che motivava l’intera truppa. Mi aveva già conquistato quando ho visto Blindato” (Armored) e sono rimasto colpito dal suo intuito per la scelta degli attori. Lui è in grado di mettere insieme un ottimo cast. È stata la stessa cosa che abbiamo fatto in “Predators”.

Da produttore quanta pressione hai sentito durante le riprese?

Per la prima volta ho abbandonato la pressione e mi sono lasciato guidare dall’entusiasmo. È stato emozionante affidare il film ad un altro regista e restare a guardare. Perché quando dirigi c’è sempre pressione e devi tenere il film sulle tue spalle, rispondendo a infinite domande per tutto il periodo di riprese. E vedere la mia troupe con Nimrod è stato fantastico. Mi sentivo come una specie di fantasma che gironzolava sul set e non avevo alcuna pressione!

Adrien Brody e Oleg Taktarov sul set di Predators

Come mai avete deciso di ingaggiare Adrien Brody nel ruolo del protagonista?
E’ stata come una scommessa. Un premio Oscar in un film sui Predators? Ecco lo abbiamo preso come un elemento che aggiungeva realtà al nostro film. E vedere Adrien al lavoro è una cosa che ti garantisce un’incredibile fiducia.

Raccontaci la fase di casting in generale... e anche di Laurence Fishburne nei panni del più duro della giungla pronto ad uccidere qualunque Predator…
Volevamo attori da tutto il mondo, dovevano interpretare killer provenienti da ogni dove. Ognuno di loro ha una particolare abilità. Alcuni hanno paragonato Fishburne al personaggio di Schwarzenegger. Posso capirlo, ma non è così. È sopravvissuto per tanto tempo sul pianeta. E ha già ucciso un Predator… direi che è un po’ fuori di testa anche! Avevamo bisogno di un personaggio che sapeva quello che stava accadendo e aiutasse l’audience ad orientarsi.

E ancora una volta hai chiamato Danny Trejo nel cast…
Gli sceneggiatori dello script finale cercavano un tipo alla Danny Trejo. Ma in realtà non c’è nessuno come Danny! Ecco perché è finito nel nostro film e questa volta il suo personaggio si chiama Cuchillo, che in spagnolo vuol dire coltello. In “Desperado” era Navajas, in “Dal tramonto all’alba” era Razor Charlie, e adesso tornerà nei panni di Machete… sempre nomi di armi affilate! 

Predators, si mette male per uno dei protagonisti

Il primo film non aveva tracce di humour. A più di vent’anni di distanza è ancora possibile fare un film action senza humour?
In “Predators” abbiamo humour nero, ma è una cosa che viene fuori in maniera naturale con i personaggi. Non volevamo affatto forzare troppo la mano. Il nostro film è molto spaventoso e pieno di tensione.

E per quanto riguarda la violenza?
Abbiamo pensato che questo film fosse proprio come il primo di una nuova serie. All’inizio ci prendiamo il tempo di costruire i rapporti umani e presentare i personaggi. Più andiamo avanti, più c’è tensione. È un film molto violento.

Avete girato su fondali green-screen, oppure avete usato effetti speciali old-fashion?
Pochissimo green-screen. Abbiamo girato tutto in esterni. Le sole cose che vedrete in CGI sono le creature del pianeta dei Predators. Ad esempio c’è un “falcon predator” che non è altro che uno strumento con i quali i Predators tengono d’occhio l’intera zona.

Laurence Fishburne in Predators

Predators sarà dunque il primo di una nuova serie?
Non posso darvelo per certo. La verità è che ho già pensato ad un secondo film, ma non ho ancora parlato con i produttori. Sono rimaste tante idee dal mio script originale che mi piacerebbe utilizzare in un sequel.
 
Predators” arriverà nei cinema dal 17 luglio, distribuito dalla 20th Century Fox.

Per saperne di più
Guardate il trailer
La fotogallery: i mostri del nuovo film
Anteprima: I predatori siamo noi