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Noah: prime reazioni al film di Aronofsky

La stampa americana, all'anteprima messicana, paragona il film a L'albero della vita

Noah - Russell Crowe

12.03.2014 - Autore: Marco Triolo
Darren Aronofsky è disceso su Città del Messico, portando con sé Noah, la sua ultima fatica. Una fatica biblica nel vero senso della parola, perché il film racconta – in maniera molto libera – le vicende di Noè e dell'Arca da lui costruita per sfuggire all'ira di Dio e al Diluvio Universale. Un cast di serie A che conta Russell Crowe, Jennifer Connelly, Emma Watson e Anthony Hopkins, valori di produzione al livello dei disaster movie hollywoodiani, ma un'attitudine autoriale davanti a tutto: questa sembra essere la ricetta del film, considerando le prime reazioni del pubblico presente all'anteprima, tra spettatori e critici cinematografici.



Il film è stato accolto non troppo calorosamente e, come era facile aspettarsi, ha diviso il pubblico. È stato paragonato a L'albero della vita, altro blockbuster d'autore firmato da Aronofsky che, come questo Noah, ha diviso nettamente gli spettatori tra chi lo ama e chi lo odia. Il punto cruciale è che L'albero della vita (The Fountain, in originale) fu un flop al botteghino, e se questo Noah è simile, la Paramount potrebbe non essere troppo tranquilla.

“Noah è un film molto diverso da come viene pubblicizzato – scrive su Twitter Peter Sciretta, giornalista del sito Slashfilm – L'epica biblica incontra il fantasy, con un cuore filosoficoâ€. E aggiunge: “Noah è un film che divide (non dal punto di vista religioso), come L'albero della vita avrà i suoi fan e i suoi detrattori. Io sono nella prima categoria per entrambiâ€. Devin Faraci di Badass Digest scrive: “Immaginate le serie esplorazioni filosofiche e di fede de L'ultima tentazione di Cristo, con una confezione alla Signore degli anelliâ€. “L'albero della vita è chiaramente il modello di Noah, almeno nel mix tra tono magniloquente e temi profondi. Se avete odiato L'albero della vita...â€. Aspettiamoci, insomma, un film in cui “Aronofsky racconta l'intera storia dell'universo. Anthony Hopkins incenerisce un esercito con una spada infiammataâ€. “Non perdete Noah – afferma Peter Travers di Rolling Stone – Dimostra come un artista possa re-immaginare un episodio della Bibbia in termini epici e umani. È provocazione, non un sermoneâ€.



Non tutti hanno adorato il film, come si diceva. Alex Billington di Firstshowing ha scritto: “La versione della storia biblica firmata da Aronofsky è solida, con alcune scene eccezionali e una forte attenzione ai personaggi su tutto. Mi è piaciuto in buona parte, ma non tuttoâ€. A proposito delle potenziali reazioni dei cattolici, e in particolare del pubblico messicano, il critico radiofonico Mario P. Szekely ha commentato: “Non entreranno in sintonia con il protagonista, perché tradisce l'essenza del personaggio biblico, e il finale non è buono abbastanzaâ€. “In generale non mi è piaciuto. Sembrava lento e l'ho trovato stancanteâ€, il commento di uno spettatore.

La scelta di Città del Messico per questa anteprima non è stata casuale: l'America Latina è uno dei mercati chiave per Noah, dato che è il territorio con la più alta concentrazione di cattolici al mondo – circa 480 milioni di fedeli. Fare breccia in un pubblico del genere è importante per la Paramount, eppure, se hanno accettato La passione di Cristo, dovrebbero accettare anche questo.

Fonti: Slashfilm, The Hollywood Reporter