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Pierre Fresnay

DATA DI NASCITA: 13/12/1901
LUOGO DI NASCITA: Parigi
DATA DI MORTE: 09/01/1975
Figlio dell'insegnante Jean Henri Laudenbach e di Désirée Claire Dietz, fece la sua prima apparizione sulle scene teatrali all'età di 14 anni, grazie all'influenza dello zio materno Claude Garry, un famoso attore dell'epoca che gli procurò un piccolo ruolo nella pièce L'aigrette, messa in scena al Théâtre Réjane.  Nel 1914 fu ammesso al Conservatoire National de Musique et de Déclamation, studiando con Paul Mounet e Georges Berr. Un anno più tardi, nel 1915, entrò alla prestigiosa Comédie Française, ottenendo subito un primo ruolo importante in Le jeu de l'amour et du hasard. Nello stesso anno debuttò nel cinema muto con France d'abord di Henri Pouctal, apparendo solo saltuariamente sul grande schermo durante gli anni venti, periodo in cui si affermò invece sul palcoscenico francese come uno dei più grandi interpreti teatrali del suo tempo.
Il primo grande successo cinematografico di Fresnay risale a uno dei primi film sonori francesi, Marius (1931), diretto da Alexander Korda, il primo della celebre trilogia marsigliese creata da Marcel Pagnol. Fresnay interpreterà il ruolo di Marius Olivier anche nei due episodi successivi, Fanny (1932) e César (1936).  Nel 1934 interpretò il ruolo di Armand Duval ne La signora delle camelie di Abel Gance e Fernand Rivers, accanto all'attrice Yvonne Printemps, sua compagna d'arte e di vita dal 1932. Il sodalizio artistico con la Printemps fu riproposto a più riprese sul grande schermo, in particolare in Tre valzer (1938) di Ludwig Berger, adattamento dell'operetta musicata da Oscar Straus. L'abilità tecnica di interprete e la perfetta dizione, affinate da anni di esperienza teatrale, consentirono a Fresnay di affrontare i ruoli più disparati in film di qualità: nel 1934 recitò in Inghilterra per Alfred Hitchcock nella prima versione de L'uomo che sapeva troppo, nella parte del misterioso agente francese Louis Bernard; l'anno successivo impersonò il marchese in miseria ne Il romanzo di un giovane povero (1935) di Abel Gance.  Nel 1937 Fresnay interpretò il fiero e nobile ufficiale De Boëldieu, il nostalgico aristocratico che viene catturato dai tedeschi durante la prima guerra mondiale ne La grande illusione, capolavoro diretto da Jean Renoir, entrato nella storia del cinema per le sue tematiche di antimilitarismo. Nel 1941 vestì i panni del commissario Wenceslaw Wens nel poliziesco L'ultimo dei sei, ruolo che riprese l'anno successivo in L'assassino abita al 21 (1942) di Henri-Georges Clouzot.  Lo stesso Clouzot lo diresse due anni più tardi in un altro dei capolavori del cinema francese, Il corvo (1943). Nella parte del dottor Rémy Germain, tormentato medico di una cittadina di provincia francese, che resta vittima di inquietanti accuse di provenienza anonima, Fresnay toccò l'apice della propria carriera cinematografica.
Subito dopo la Liberazione, Fresnay trascorse un periodo di difficoltà, stante l'iscrizione su una lista nera di artisti che nei precedenti anni dell'Occupazione avevano lavorato in opere realizzate dalla Continental-Films, una casa di produzione cinematografica finanziata da capitali tedeschi. Dopo un periodo di detenzione di alcune settimane con l'accusa di collaborazionismo, Fresnay fu prosciolto per l'inconsistenza delle prove a suo carico, e poté riprendere con successo la propria attività artistica. La sua consumata versatilità gli consentì di ampliare una vasta gamma di ruoli, tra cui quello dell'uomo di chiesa in Monsieur Vincent (1947), che gli valse la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile del sacerdote filantropo Vincenzo de' Paoli al Festival del Cinema di Venezia. Ruoli analoghi furono quelli in Dio ha bisogno degli uomini (1950) e in Lo spretato (1954), mentre ne Gli aristocratici (1955), l'attore interpretò il marchese De Maubrun, un aristocratico fallito, patriarca di una famiglia ingrata e in disfacimento. Nel 1954 Fresnay pubblicò inoltre la propria autobiografia, dal titolo Je suis comédien. Verso la fine degli anni cinquanta, in coincidenza con il passaggio dal cinema tradizionale alla Nouvelle Vague, Fresnay ritornò a recitare a tempo pieno sul palcoscenico, attività che di fatto non aveva mai abbandonato. Per il grande schermo interpretò ancora due ruoli di registro comico in Les affreux (1959) e in Allegri veterani (1960) accanto a Jean Gabin, riconsacrando quindi il proprio talento al teatro con grandi pièces quali La chienne aux yeux de femme, Cyrano de Bergerac, Marius, Jean III.

(wikipedia)