Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia

TRAMA
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Una salsiccia in crisi esistenziale alla testa di un gruppo di prodotti da supermercato in missione per scoprire la verità su ciò che realmente accade quando vengono scelti e lasciano il negozio di alimentari, tra corridoi e strani incontri, non sarà semplice.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Sausage Party
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
89 min.
USCITA CINEMA
31/10/2016
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
Quando si definisce una animazione 'per adulti' generalmente si parla di storie dal tratto maturo, e dai contenuti complessi destinati a un pubblico in grado di recepirli. Raramente di vera e propria censura, dovuta a riferimenti molto espliciti di diverso tipo. Come nel caso di Sausage Party di Greg Tiernan e Conrad Vernon (Madagascar 3, Shrek 2), ma soprattutto del Team Apatow, vista la verve dei vari Seth Rogen, Kristen Wiig, Jonah Hill, Paul Rudd, Michael Cera (per tacer della lesbo Salma Hayek, versione Teresa del Taco, e del Sammy Bagel Jr. ebreo di Edward Norton, costretto a fare coppia con il palestinese Kareem Abdul Lavash) che - almeno in originale - permea la storia d'amore tra Frank il würstel e il panino Brenda.

Negli States - dove il film è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati - 'Sausage Party' indica una festa senza ragazze, dove si è sicuri di trovare solo maschi, ma in questo caso la funzione svolta è semplicemente quella di mandare un messaggio chiaro al pubblico del film, perché si riconosca in quel lessico e possa avvicinarsi sapendo cosa troverà (o cosa no). E soprattutto per evitare, almeno in parte, di radunare una turba benpensante indignata per i riferimenti sessuali e - ancor peggio! - politici.

Eppure, con un buon livello di serenità di giudizio e senza troppi pregiudizi, sarà impossibile non godersi il microcosmo messo in scena, soprattutto nel suo svolgersi. Dalla festosa preparazione di una vigilia di 4 di luglio tutta hot dog e barbeque alla amara rappresentazione di un 'incubo americano' moderno, passando per una fortissima satira - e quindi stigmatizzazione critica - della religione, in quanto oppio dei popoli e strumento politico.

Tutto nasce dai dubbi, o meglio dalla ricerca di 'prove' da parte del würstel protagonista, convinto 'bun-hogamist' (promesso a un solo panino, insomma), che si ritrova a vagare per il vasto mondo e a scoprirne le diversità, accettandole. Per un caso fortuito: una senape dolce come tante, tornata dal cosiddetto 'aldilà' e in grado di demistificarlo. Ma si sa, le nostre derrate amano credere a quel che vogliono, a quel che li fa sentire sicuri, a quello che gli permette di accettare una vita sugli scaffali in attesa di una benedizione divina da parte di dei da antico testamento (noi, ovviamente), salvo poi scoprire che si tratta di gente comune incapace di ascolto (a meno di non assumere droghe, come fa quello sbandato di James Franco.

Per raccontare questo, Rogen & Co. costruiscono una vera e propria sintesi - ovviamente satirica - del nostro mondo e dei suoi orrori (e non a caso lo stesso film assume a tratti tinte da film horror, soprattutto quando si arriva in cucina, ma anche approfittando di geniali flashback in stile 'anni '50'). L'incidente da cui tutto ha origine ha ben poco da invidiare al soldato Ryan di Spielberg, tra le tante citazioni di un film che anche cinematograficamente sa farsi apprezzare. Non potevano mancare i nazi di turno, dediti allo sterminio dei succhi (Juice suona simile a Jews, ebrei in inglese) e al 'Pizza Genocide', ma nemmeno 'El Duce', pronuncia latina di 'Douche', la lavanda vaginale mutante e stupratrice, mossa da uno smodato desiderio sessuale prima e di vendetta poi, vero villain della vicenda. E per chi voglia includerli, anche gli allegorici - succitati - protagonisti di un conflitto che va avanti dal dopoguerra, e che potrebbero avere rivelazioni molto terrene, come quelle che hanno i nostri Bagel e Lavash, che si scoprono capaci di coesistere.

Ma tra Terre Promesse deludenti, senza (oli extra) vergini ad aspettarci o paradisiaci convitti, e gag 'rated' (masturbazione, droga, stupri, alcolismo, sesso di gruppo, come nella inattesa e irresistibile orgia finale), quella di Frank, Brenda, Teresa è fondamentalmente una storia d'amore, come detto. Di molti amori. Di tutto l'amore che si possa trovare e desiderare, in barba a dettami rigidi e punitivi che distorcono la realtà e creano veri mostri. Maturo, a suo modo. Come quello che canta Meatloaf (lui! non poteva mancare, con quel nome…) a chiosare la discussione su fede e ragionamento tra i due protagonisti, scaduta rapidamente in rappresaglia sessuale. Una storia d'amore che dà un significato tutto nuovo al termine 'Food Porn' e che si propone come Fritz il gatto del nuovo millennio. E che celebra la vittoria della ragione. Quella del Deux Ex Machina Stephen Hawking di gomma americana o dei 'Grandi Vecchi', le cui ennesime rivelazioni ci regalano l'epilogo metacinematografico di questo Matrix alimentare…

Mattia Pasquini