Fast & Furious 7

TRAMA
Fast & Furious 7

Dominic Toretto e la sua banda si scontrano stavolta con Deckard Shaw, in cerca di vendetta dopo che i nostri eroi gli hanno ucciso il fratello nel precedente capitolo.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Furious 7
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
140 min.
USCITA CINEMA
02/04/2015
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2015
RECENSIONE
di Pierpaolo Festa

Li avevamo lasciati mentre si scontravano in autostrada contro un carrarmato in una delle sequenze mozzafiato più riuscite nelle oltre settecento ore dell'intera saga. Adesso la necessità di battere quel record e alzare ancora di più il tiro dello spettacolo cade nella forzatura nel nuovo episodio di Fast & Furious. Una cosa inevitabile quando sul ciak c'è il numero 7 al fianco del titolo.

Nella loro settima missione Toretto & Co. devono affrontare Jason Statham e la sua rabbia selvaggia nel nome della vendetta per chi gli ha messo fuori combattimento il fratello Luke Evans l'ultima volta.Spettacolo e meraviglie in pixel nel nuovo film sono sempre garantite, quello che manca ormai è il fattore sorpresa. È così che da saga entusiasmante, in grado di rialzarsi come la fenice negli ultimi tre episodi, Fast & Furious torna a essere franchise sempre più simile a quei cinecomics dei quali nel corso degli anni ha rappresentato un'alternativa. 
 
Donne e motori non bastano più ormai, nemmeno il fascino del criminale eroico e neppure il senso di famiglia che lega questi personaggi. No, ormai acquistiamo il biglietto perché vogliamo assistere a una serie di round spettacolari in cerca di adrenalina: in questo caso quello in cui "The Rock" sfida Statham (il duello migliore del film), quello di riscaldamento tra Diesel e Statham in macchina, l'incontro a metà film tra buoni e cattivi con un numero da capogiro e automobili che si paracadutano (avevamo detto che la migliore sequenza di paracadutismo dai tempi di Point Break apparteneva a Kingsman, ci sbagliavamo...).L'adrenalina, però, viene esaurita presto: lo spettatore allaccia la cintura e quello che gli viene tirato addosso dallo schermo è troppo. Sono troppe le quasi due ore e mezza di spettacolo in cui i "set pieces" prendono totalmente il controllo su ogni straccio di trama. È troppo il fare di Vin Diesel da grande padrino, quel suo distribuire le poche espressioni "un quarto di miglia alla volta". È troppo il finale forzato e manipolatorio per congedare il personaggio di Paul Walker dopo la sua tragica scomparsa.
 
Che succede dunque? Lo specialista horror James Wan, new entry in cabina di regia, non ha la freschezza di Justin Lin nell'action e finisce per muovere troppo la macchina da presa rispetto al predecessore, appesantito dalla voglia di contribuire al franchise e dal compromesso di non saltare nemmeno uno dei tratti che fanno la sua estetica. Quel che resta è un feeling anni Ottanta con una bella scena di inseguimento sotto il sole (a metà film, quella in cui il personaggio di Paul Walker si scontra conTony Jaa per la prima volta). Un'emozione nostalgica sigillata dalla presenza di Kurt Russell, la cui strizzata d'occhio alla macchina da presa vale da sola il prezzo del biglietto. Nella resa dei conti tra Vin Diesel e Statham, quello che ne esce a testa alta è decisamente Dwayne Johnson, a tutti gli effetti il nuovo Schwarzenegger.