Lady Bird

TRAMA
lady-bird.jpg

Christine "Lady Bird" McPherson (Saoirse Ronan) combatte, ma è esattamente come sua madre: selvaggia, profondamente supponente e determinata (Laurie Metcalf), un’infermiera che lavora instancabilmente per mantenere a galla la sua famiglia dopo che il padre di Lady Bird (Tracy Letts) perde il lavoro. Ambientato a Sacramento, California nel 2002, in un panorama economico americano che cambia rapidamente, Lady Bird è uno sguardo commovente sulle relazioni che ci formano, le credenze che ci definiscono e l’ineguagliabile bellezza di un luogo chiamato casa.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Lady Bird
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
93 min.
USCITA CINEMA
01/03/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Il 100% del gradimento dei top critics di Rotten Tomatoes è una attestazione rara, per qualsivoglia film. Ma un tale plebiscito, nel panorama 'social' della critica moderna, non può non destare sospetti. Senza nulla togliere al Lady Bird di Greta Gerwig, che con la sua opera seconda da regista conquista il banco e crea un vero e proprio fenomeno. Vera gloria? In un certo senso sì, ma tutto è relativo.

Siamo a Sacramento, cittadina poco modello, almeno per quel che riguarda l'edonismo californiano citato nell'incipit. Ma evidentemente perfetto habitat perché la Christine "chiamatemi Lady Bird!" protagonista sviluppi le proprie migliori - e peggiori - tendenze e aspirazioni. Ovviamente, siamo nel pieno di un classico 'Coming of Age' Movie con tutto quel che ne consegue. Più o meno.

È un piacere ritrovare Saoirse Ronan dopo la bella prova di Brooklyn con un tale personaggio, esaltato al punto da conquistare una nomination all'Oscar di categoria (ma con la Frances McDormand di Tre manifesti meglio non farsi illusioni). Eppure per chi fosse cresciuto innamorato di Molly Ringwald e avesse trovato echi dei propri imbarazzi giovanili e di un generico desiderio di ribellione e anticonformismo in film come Juno o Noi siamo infinito - tanto per citare due titoli di successo, solo tra gli indie adolescenziali più recenti - questo Lady Bird potrebbe non aggiungere poi molto, al di là di una serie di scene riuscite.

Senza nulla togliere al 'primo amore' e alla scoperta del desiderio, trascinata dal tanto in auge Timothée Chalamet, o ai conflitti amicali con i diversi mondi femminili di riferimento, sono forse gli scontri generazionali con Laurie Metcalf e Tracy Letts i momenti più toccanti e 'producenti'.

In fondo è una complessiva sensazione di empatia quella su cui punta il film, anche se il pubblico nostrano potrebbe non sentirsi rappresentato quanto quello di Oltreoceano (comprensibilmente entusiasta), oltre che su un personaggio che funziona sin dal nostro primo incontro con lei. Ben costruito, non c'è che dire, benché sia impossibile non riconoscere una serie di topoi ricorrenti in questo tipo di vicende. Che non inficeranno il piacere e il coinvolgimento dello spettatore, affidato più ai temi trattati e allo stile personale di una regista che rivedremo volentieri che allo svolgimento complessivo.