La La Land

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TRAMA
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Mia (Emma Stone) è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema. Sebastian (Ryan Gosling), è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar.

Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco. Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi , i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto.

La minaccia più grande sarà rappresentata proprio dai sogni che condividono e dalle loro ambizioni professionali. 

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
La La Land
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
126 min.
USCITA CINEMA
26/01/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Marco Triolo (Nexta)

Un numero musicale uscito direttamente dalla Hollywood dei tempi d’oro ha aperto letteralmente le danze alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. La La Land, il nuovo film di Damien Chazelle, si presenta come una lettera d’amore al musical classico, almeno in superficie. In profondità è un seguito tematico di Whiplash, pur adottando un tono completamente diverso. Dove là risaltava il lato violento e senza compromessi del jazz e i contrasti aspri di New York, qui c’è la suadente melodia e i colori sempre estivi, nonostante il passare delle stagioni sia indicato in sovraimpressione, di Los Angeles. Ma la sostanza è la medesima.

Ryan Gosling ed Emma Stone si riconfermano come coppia cinematografica dall’enorme alchimia, dopo aver recitato insieme in Crazy, Stupid, Love e Gangster Squad. Qui sono Sebastian e Mia, lui pianista jazz che vorrebbe aprire un locale, lei aspirante attrice che per ora si accontenta di fare la barista negli studi Warner, proprio di fronte a uno dei set di Casablanca. Tra loro sboccia l’amore, dopo una serie di equivoci perfettamente scanditi da una serie di numeri musicali (di Justin Hurwitz, il compositore di Whiplash) ambientati su set dalle atmosfere retrò splendidamente fotografati da Linus Sandgren (American Hustle, Joy). A questo punto le tappe, in questo tipo di cinema, di solito sono prevedibili, ma Chazelle, che già ci aveva stupiti con la sua incredibile opera prima, non intende strimpellare una melodia già sentita. Vuole invece fare due cose: sorprenderci, sempre. E portare avanti il discorso di Whiplash.

Senza fare spoiler, basti dire che il riferimento a Casablanca, esplicitato da Mia all’inizio del film, non è casuale. E che Sebastian, parlando del jazz, lo definisce un “compromesso”, perché ciascuno dei musicisti ha una propria personalità e un’idea di dove dovrebbe andare la melodia, ma accetta di confrontarsi con gli altri. O si è soli, si pensa alla propria individualità e ci si innalza sopra gli altri raggiungendo il successo, o si accettano i compromessi per stare con qualcuno. Non c’è via di mezzo.

Al di sotto di tutto l’idillio, delle citazioni cinefile, dell’amore per la classicità di HOLLYWOOD (tutto maiuscolo perché nel film Hollywood c’è tutta: il glamour, la superficialità, ma anche i suoi panorami mozzafiato e il portato iconografico di ogni angolo di strada), La La Land è in fondo un film incredibilmente realista, non pessimista ma certamente consapevole delle scelte amare che, a volte, la vita ci spinge a fare. E non mente mai al suo pubblico. Vuoi l’amore? Questo è il prezzo. Vuoi il successo? Allora preparati a pagarne un altro.

Ciò detto, il film di Chazelle vale anche solo per le musiche di Hurwitz, le coreografie, le perfette interpretazioni delle due star, sempre in bilico tra leggerezza e tragedia. È un musical che non mancherà di appassionare anche chi non ama i musical, perché ogni pezzo musicale – cantato o meno, e di strumentali ce ne sono quasi di più – porta avanti la storia. È un’esperienza capace di ricordarci perché amiamo così tanto il cinema americano, e quanto, nei suoi migliori exploit, sia in grado di diventare istantaneamente iconico. Un modo perfetto e inevitabile per aprire un festival di cinema.