Black Panther 

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TRAMA
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Ancora in lutto per la morte di suo padre, T'Challa è pronto a diventare il nuovo Re del Wakanda, una nazione isolata ma estremamente avanzata dal punto di vista tecnologico. Il diritto al trono di T’Challa viene messo a repentaglio quando dei nemici che si trovano fuori dal Paese lo allontanano dal Wakanda, conducendolo in un’avventura attorno al mondo. Spinto al limite e con il destino di una nazione sulle sue spalle, T’Challa radunerà i suoi alleati e scatenerà tutto il potere diBlack Panther per sconfiggere i suoi avversari e preservare il pacifico stile di vita del suo popolo.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Black Panther 
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Walt Disney Pictures
DURATA
134 min.
USCITA CINEMA
14/02/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Gian Luca Pisacane
 
Artigli di vibranio, costume antiproiettile... Capitan America, Thor, Hulk: tremate! Black Panther è la risposta afro alla tirannia dei supereroi bianchi. Una ventata di freschezza che investe l’universo Marvel, e arriva dal misterioso regno di Wakanda, una terra sperduta in mezzo all’Africa. 
 
Questa volta la Disney non vuole solo intrattenere, ma trasforma un pop-corn movie in un’occasione per fare a suo modo politica, per portare avanti il discorso iniziato dalla Blumhouse Production con Scappa – Get Out di Jordan Peele (non a caso anche qui recita Daniel Kaluuya). Quel piccolo horror raccontava del crollo del modello liberale degli Stati Uniti, dell’America progressista che rischiava di scivolare nella faziosità. La società bianca aveva bisogno delle persone di colore per autoaffermarsi, per sentirsi ancora una volta superiore e sottomettere chi non accettava i suoi parametri. 

Black Panther segue la scia e coglie l’occasione per puntare il dito contro “il colonizzatore”, l’uomo bianco che ha paura del diverso e preferisce le armi al dialogo. Il villain di turno scatena la sua ira perché vede la sofferenza di chi, come lui, è vittima del razzismo. E durante la sequenza alle Nazioni Unite non manca anche una stoccata a Trump e ai suoi muri: “saggio è colui che costruisce ponti per unire”. Ma il film non è un comizio elettorale, non è l’ovvio tentativo di placare il senso di colpa di una nazione intera: vola sulle ali di una storia solida, che evita il politicamente corretto per andare più a fondo. 
 
I colori della tradizione e il folclore si mescolano agli scontri. Diversamente dall'ultimo Thor: Ragnarok, l’onnipresente ironia è distribuita con il contagiri, in una vicenda dal sapore classico, quasi shakespeariano, dove tra fratelli scorre il sangue e la famiglia non è un porto sicuro. Si sentono gli echi de Il re leone, del cucciolo innalzato verso il cielo dalla Rupe dei Re, di Scar che lascia sprofondare Mufasa nel baratro, in un film che inizia come una favola. Wakanda, però, non è il paradiso. Anche i suoi abitanti si dividono tra conservatori e progressisti, chi sta al potere deve decidere se aprirsi al mondo o nascondersi per sempre, in una terra dove i figli cercano di essere all’altezza dei padri. 
 
Il rapporto tra vecchie e nuove generazioni è al centro del cinema di Ryan Coogler, sempre più ambizioso dopo l’esordio militante in Prossima fermata Fruitvale Station. In Creed – Nato per combattere il protagonista discendeva direttamente dal mitico Apollo di Rocky Balboa, e voleva eguagliare i suoi successi. Qui il principe T’Challa non sa se riuscirà a sopportare il peso della corona come i suoi avi. Il senso di inadeguatezza diventa la forza di questi giovani eroi, pronti a vedere il loro nome scritto nel firmamento. Riuscirà Black Panther a salvarci? Forse no. Ma di sicuro porta lo stendardo dell’uguaglianza, di un entertainment che non si accontenta delle battaglie pirotecniche.