Certo, dopo Il curioso caso di Benjamin Button fa meno effetto il corto circuito di senso per cui l'età mostrata e l'età reale non corrispondono, ma in questo caso la diversa declinazione ci offre comunque la possibilità di restare curiosi fino alla fine. Ovviamente aspettandoci perfettamente l'esito che sarà , ché nonostante tutto imprevedibilità e originalità non sono sicuramente le armi migliori su cui la produzione del film possa aver puntato, almeno al di fuori della cerchia di aficionados del genere, pronti a eliminare completamente - più che sospendere - la famosa 'incredulità '.

Lee Toland Krieger non è un regista di grande esperienza (a parte un paio di film scritti da lui stesso e circolati per Sundance e similia aveva dalla sua un'altra commedia romantica, che l'ha probabilmente reso arruolabile per questa), ma non è certo responsabilità sua se la sceneggiatura non rende onore a un soggetto comunque interessante e dalle indubbie potenzialità filmiche. E chissà se abbia dovuto confrontarsi con qualche difficoltà dovuta alla lunga indecisione che aveva fatto puntare su Gabriele Muccino prima e Isabel Coixet poi.
A lui il merito di aver per lo meno saputo dosare intimità e freddezza, slanci e trattenimenti, degli interpreti nel susseguirsi di scene che potevano finire peggio. La protagonista Blake Lively, senza eccellere, non sfigura e riesce a rendere credibile un personaggio che doveva saper restare se stesso pur attraversando epoche tanto diverse e muovendosi infine in una modernità che forse avrebbe dovuto vederla più estranea. E tra i 'comprimari' fa piacere la presenza dell'onesto Michiel Huisman visto in tv (è il Daario Naharis di Il trono di spade), ma soprattutto della coppia Kathy Baker-Harrison Ford. Sarà pure Han Solo, Indiana Jones e quanti altri, ma a volte basta un ruolo che non ti aspetti per capire la differenza che può fare un attore vero.

Anche grazie a quest'ultimo, insomma, la parte conclusiva, quella più statica e romantica, è forse quella che rimane più addosso. Al netto di fantasiose creazioni, che danno una scusa più che una identità al film (e questo è un vero spreco, visto il materiale a disposizione), e di miracolose forzature (facili scappatoie per ogni sceneggiatore, per quanto dettagliate e ricercate) varrà la pena godersi questa stilosa, didascalica, prevedibile, curata, lunga storia d'amore.
Adaline - L'eterna giovinezza, in sala dal 23 aprile 2015, è distribuito da Eagle Pictures










