Solo: A Star Wars Story

TRAMA
Solo: A Star Wars Story

Salpate sul Millennium Falcon e avventuratevi nella galassia lontana lontana in Solo: A Star Wars Story, una nuovissima avventura con il più amato furfante della galassia. Attraverso una serie di audaci bravate nel mondo oscuro e pericoloso della criminalità, Han Solo incontra il suo poderoso e futuro copilota Chewbecca e s’imbatte nel famigerato giocatore d’azzardo Lando Calrissian, in un viaggio che stabilirà la rotta di uno dei più improbabili eroi della saga di Star Wars.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Solo: A Star Wars Story
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Walt Disney Pictures
DURATA
135 min.
USCITA CINEMA
23/05/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Pierpaolo Festa
 
Salvare il salvabile. Questa è stata la missione di Ron Howard, ingaggiato come nuovo regista di Solo: A Star Wars Story quando la produttrice Kathleen Kennedy ha licenziato Phil Lord e Chris Miller a riprese già iniziate. Una colonna portante di Hollywood come Howard era una scelta sicura, perfino simbolica, per ristabilire il controllo produttivo. Peccato che, dopo il bellissimo Rogue One, questo secondo spin-off della saga non offra uno spettacolo degno dell'icona cinematografica su cui è incentrato.
 
Se lo scopo di questi spin-off è quello di abbassare l'epica ed essere invece più immediati mentre esplorano gli altri angoli della Galassia Lontana Lontana, il capitolo su Han Solo (interpretato da Alden Ehrenreich, alle prese con una performance piatta sviluppata nella totale imitazione forzata di Harrison Ford) finisce per andare dalla parte opposta: l'icona diventa quasi una macchietta nel film più piccolo che la saga di Guerre stellari abbia mai sfornato.
 
Solo, infatti, non è altro che un insieme di "set piece" (sequenze d'azione spettacolari) allineati uno dopo l'altro con pause minime, in cui si tenta di dare spessore ai personaggi. Lo sviluppo dei protagonisti però è pari a zero. La colpa? Non ci sono dubbi: Kathleen Kennedy, il capo di Lucasfilm, non osa, limitandosi a ricalcare in copia carbone i personaggi dalla saga originale, troppo intimidita e impaurita da qualsiasi scelta creativa.
 
Visivamente buio, ma mai sporco come era Rogue One (ed è un peccato), Solo scommette su protagonisti spaesati. Ehrenreich, totalmente schiacciato dall'ombra di Harrison Ford, viene intrappolato in una serie di sorrisi finti dalla prima all'ultima scena. Il suo amore per il personaggio di Emilia Clarke (anche lei al minimo storico) non contagia mai chi sta a guardare. Woody Harrelson fa quel che può nei panni del mentore del protagonista, la cui lealtà si sviluppa in zone grigie. La sorpresa è Paul Bettany nei panni del gangster intergalattico, un personaggio affascinante: un minuto prima è magnanimo e paterno, il minuto dopo si rivela uno dei più grandi bastardi della galassia. Sarebbe ora che l'attore si liberasse dai franchise e dal pesante trucco in cui è intrappolato il suo Visione dei film Marvel e tornasse a scegliere ruoli con più visibilità.
 
Il personaggio di Bettany ucciderà i protagonisti se questi non gli porteranno il prezioso ipercarburante, rubato dio solo sa dove nella galassia. Dovrebbe essere un heist movie, e cioè un film incentrato su un colpo, ma Solo: A Star Wars Story alleggerisce totalmente il carico di pathos, né punta mai veramente sullo humour del personaggio, e nemmeno sull'avventura. La leggerezza si trasforma rapidamente in superficialità e inevitabilmente in noia. E' un film piccolo, rapido e indolore. Il più anonimo che porti il nome Star Wars nel titolo.