L'uomo sul treno

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TRAMA
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Michael (Liam Neeson) è un ex agente del dipartimento di polizia di New York che prende quotidianamente lo stesso treno per andare e tornare dal lavoro. Un giorno viene avvicinato da una seducente psicologa che lo sfida a fare un gioco: deve scoprire quale passeggero del treno è, a suo avviso, "fuori posto". Michael è intrigato e accetta la sfida, ma si trova presto coinvolto in una pericolosa cospirazione criminale in cui è in gioco la sua stessa vita e quella di tutti i passeggeri.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Commuter
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Eagle Pictures
DURATA
105 min.
USCITA CINEMA
25/01/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Mattia Pasquini
 
They did it again. Non eccessivamente brutti, né troppo cattivi, Jaume Collet-Serra e Liam Neeson tornano a lavorare insieme in questo L'uomo sul treno - The Commuter dopo i precedenti Unknown - Senza identità (2011), Non-Stop (2014) e Run All Night - Una notte per sopravvivere (2015). E di nuovo non falliscono il bersaglio. Puntando su una sorta di collage di elementi già verificati e classici di sicuro effetto.
 
Che il regista spagnolo avesse una passione per Hitchcock si sapeva, come anche che fosse pronto a scommettere sulle qualità spy-thriller del suo compare, ma in questo caso le suggestioni spaziano. Certo, l'esperienza fatta nel film del 2014 ha sicuramente pagato, e si vede, e sarà difficile non ripensare al Source Code di David Jones, ma forse la 'pausa di riflessione' della coppia - e il conseguente Paradise Beach scorso - si fa sentire.
 
Stavolta, infatti, lo sviluppo della tensione non sembra aver necessariamente bisogno delle scene più action e del crime più smaccato - che non mancano - quanto piuttosto contare su una varietà di registri che ne fa un mélange interessante. Sin dall'inizio infatti, l'alternarsi di certezze e incognite appare gestita con un certo equilibrio e una coerenza che resiste anche a qualche debolezza di scrittura o inevitabile forzature.
 
La scelta di Vera Farmiga come 'Dark Lady' condizione il tono generale con le sue recenti prove televisive, ma tra 'trials & errors' il gioco di scelte successive continua, riducendo via via il campo. Anche delle possibilità narrative. Tra citazioni e omaggi questa sorta di 'Assassinio sulla Hudson Line' - un po' disaster movie, un po' hostage crisis - passa attraverso diversi 'finali', evidenziando una prevedibile confusione e il proprio debito nei confronti delle aspettative del pubblico. Che difficilmente verrano disattese.