The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no

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TRAMA
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Basato sulla vera storia degli sceneggiatori del film e coppia nella vita, Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani, il film racconta tutto ciò che l’aspirante comico pakistano Kumail (interpretato dallo stesso Kumail Nanjiani) e la sua fidanzata americana Emily (Zoe Kazan) hanno dovuto affrontare per superare i pregiudizi delle rispettive famiglie e 1.400 anni di antiche tradizioni. Una commedia romantica, divertente e commovente, ricca di idee e battute sulla diversità culturale, i matrimoni combinati e le relazioni/reazioni delle rispettive famiglie.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Big Sick
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Cinema di Valerio De Paolis
DURATA
120 min.
USCITA CINEMA
16/11/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Pierpaolo Festa (Nexta)
 
Delicatezza o esagerazione. Sono questi i due "trappoloni" in cui cadono gran parte delle commedie incentrate sul confronto tra culture differenti. Alcune di queste rimangono prigioniere del politicamente corretto, altre invece sconfinano totalmente dall'altra parte della barricata, arrivando anche a flirtare con stereotipi razzisti e urtare chi sta a guardare. 

Delicatezza ed esagerazione possono però trovare un punto d'incontro perfetto su quello che oggi chiameremo "Pianeta Apatow". Judd Apatow, regista e produttore i cui lavori tendono purtroppo a oscillare tra film che diventano grandi successi esclusivamente negli USA o meteore che ingiustamente vanno a seppellirsi nel dimenticatoio (qualcuno ricorda l'interessante Funny People?). The Big Sick, prodotto da Apatow e diretto da Michael Showalter, è un gioiello da tenersi stretto. E il fatto che sia tratto da una storia vera e che il protagonista del film - l'attore Kumail Nanjiani - sia lo stesso uomo al centro degli eventi reali è un colpo di scena finale che sigilla il buon umore all'interno del cento per cento di credibilità.
 
 
Ecco dunque una storia su due culture troppo affilate per incontrarsi: quella pakistana, destinata a evolversi solo all'interno dei propri confini, e quella "americana 3.0", ancora troppo poco matura per affermarsi, perfino nella sua stessa patria. L'amore tra il ragazzo di origini pakistane e la ragazza bianca (entrambi 'americani'), ostacolato da fattori esterni e a tratti impossibile da portare avanti, fa riflettere almeno un po' sull'ipocrisia made in USA. Così come la successiva "punizione divina" che mette alla prova questi aspiranti Romeo e Giulietta nel momento in cui la protagonista femminile del film - una Zoe Kazan che riesce sempre a fare breccia nel cuore dello spettatore - a un certo punto esce di scena. Ed entra in coma. 
 
I film del pianeta Apatow sono perfetti nel raccontare la vita americana contemporanea, degni eredi del Cameron Crowe dell'epoca d'oro (quello di Jerry Maguire). I realizzatori di The Big Sick hanno girato il film con il cuore in mano, creando un tessuto narrativo perfetto nel quale gli attori - e si vede - ritrovano gioia per il loro mestiere. Era da anni che non si vedeva una Holly Hunter così a proprio agio in un ruolo che poteva facilmente andare sopra le righe. A lei come ad ogni altro personaggio il film dedica lo spazio necessario per presentare al pubblico un interessante involucro di emozioni dove tutti lasciano il segno. 
 
Ci sono i personaggi, e poi ci sono tutte le passioni del cinema di Apatow: una sequela di scene ambientate nei salotti di casa, la stand-up comedy all'interno della quale il protagonista cerca di sfondare, e quel pizzico di humour esagerato filtrato sempre attraverso onestà e sincerità. A un certo punto il personaggio della Kazan si alza nel cuore della notte e fugge di casa semplicemente perché deve andare in bagno e non vuole farsi sentire dai coinquilini. E' un momento esagerato e credibile. Tenero soprattutto. 
 
La tenerezza calibrata in giuste dosi, un qualcosa che raramente vediamo nei film made in USA destinati a una grande audience. Quegli stessi film fatti di interni troppo edulcorati o contestualizzati all'interno di favole romantiche. La verità è che The Big Sick con questo suo titolo paradossale schiva la fiaba come se fosse una pallottola. E ci riesce, senza mai smettere di essere romantico. Diverse generazioni si confrontano, avvicinandosi l'una all'altra. I personaggi parlano di drammi cercando una verità tutt'altro che cinematografica e l'effetto conquista è immediato. "Vuoi capire se una donna è l'amore della tua vita? Devi tradirla" dice a un certo punto il pater familias interpretato da Ray Romano, rivelando una teoria che non ascolteremmo mai in nessun altro film sentimentale statunitense. Ecco dunque momenti che sono perle all'interno del cinema americano mainstream. 

Se uniamo a tutto questo una sana dose di buonumore che arriva in profondità, allora The Big Sick è uno dei titoli da non perdere di questa stagione cinematografica.