Snowpiercer

TRAMA
Snowpiercer

2031. Dopo che un esperimento per contrastare il riscaldamento globale È fallito, il mondo È caduto in una nuova era glaciale, che ha sterminato ogni forma di vita sul pianeta. Gli unici superstiti sono i passeggeri dello Snowpiercer, un treno ad alta velocitÀ che compie un giro del pianeta all'anno, attraversando lande desolate e ghiacciate. Al suo interno, le classi sono ben separate, con i ricchi in testa al treno e i poveri in coda. La convivenza È difficile e spesso scoppiano piccoli moti di rivolta, subito repressi. Ma all'ennesimo sopruso, il combattivo Curtis decide che l'ora del cambiamento È arrivata e guida i suoi pari in una disperata missione lungo il treno, alla ricerca dell'evasivo ed enigmatico leader Wilford.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Snowpiercer
GENERE
NAZIONE
South Korea
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Koch Media
DURATA
126 min.
USCITA CINEMA
27/02/2014
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2014
RECENSIONE
di Alessia Laudati

Un treno in moto perpetuo nel cui ventre si nasconde l'ultimo campione di umanitÀ riuscito a mettersi in salvo dopo l'ennesima glaciazione. Snowpiercer del regista sudcoreano Joon-ho Bong, giÀ autore di The Host, immagina una futuristica Arca di NoÈ per raccontare come il mondo contemporaneo, aspiri all'ideale di una societÀ equa e giusta, senza accorgersi dell'illusione nascosta dietro ogni utopia. Mors tua vita mea, annuncierebbero i latini sintetizzando la morale cruda che attraversa tutta la pellicola.
 
Il film, presentato Fuori Concorso nella giornata di apertura del Festival, basato sulla graphic novel francese Le Transperceneige, fa scaturire un umanesimo oscuro, claustrofobico, che segna con la sua violenza eversiva il cinema di genere e contamina di respiro metafisico i piÙ grossolani stilemi del blockbuster.  
 
CosÌ, Tilda Swinton, Chris Evans e John Hurt, recitano accanto a attori provenienti dal panorama sudcoreano, provocando uno shock visivo di rilevante entitÀ che accompagna le continue variazioni del registro stilistico. Dramma, azione e ironia grottesca, si alternano sullo schermo, mentre la macchina da presa sfrutta magistralmente gli spazi di un mezzo ferroviario ricostruito in maniera accurata e visionaria.
 
E se la metafora filosofica della condizione umana, ineluttabilmente cruenta, appare un tema usurato, È l'equilibrio che scaturisce nell'incontro tra cinematografia occidentale e orientale, tra sano e grossolano bisogno di azione e sensibilitÀ ambientalistica tesa fino a sfiorare il cinema di impegno, a costituire il valore di questo sci-fi politico sapientemente orchestrato.