Resident Evil: The Final Chapter

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TRAMA
Resident Evil: The Final Chapter

L’episodio finale della famosa serie di videogiochi della Capcom riparte dai momenti immediatamente successivi a Resident Evil: Retribution. Alice (Milla Jovovich), unica sopravvissuta alla battaglia finale dell’umanità contro i non morti, tornerà all'Alveare di Raccoon City, dove tutto ha avuto inizio. La Umbrella Corporation chiamerà tutti a raccolta per l’epica battaglia finale.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Resident Evil: The Final Chapter
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
106 min.
USCITA CINEMA
16/02/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Dopo Apocalypse, i vari Extinction, Afterlife e Retribution - usciti tra il 2004 e il 2012 - non avevano fatto altro che allontanarci dal franchise, finendo con il maldisporre anche i più integralisti e appassionati dell'originale Resident Evil del 2002 diretto da Paul W. S. Anderson, come gli ultimi due e questo Resident Evil: The Final Chapter, che dovrebbe chiudere la saga… Promessa che, senza rivelare nulla, è lecito dubitare di veder mantenuta (a meno di flop al botteghino).

Di certo, a chiudersi è il cerchio (o più di uno) aperti dallo stesso Anderson nel film del 2007 parlando di clonazione e vendetta, ottimi espedienti narrativi per prolungare l'attesa avventura della Alice di Milla Jovovich. Oltre il consigliabile. Dopo l'accumulo di temi e personaggi nel precedente capitolo, poi, sarebbe stato complicato far digerire ai fan altre riapparizioni, a meno di non promettere le agognate risposte. E così, tra ammiccamenti a noti tormentoni seriali televisivi e alle dinamiche della saga stessa, anche stavolta - e più di altre - abbiamo un colpo di scena 'totale' che sembra riallacciare i fili di una vicenda ormai lunga 15 anni.

Ma, come sempre, il problema dei Resident Evil cinematografici continua a riguardare non tanto lo sviluppo (sul quale si è aprioristicamente disposti a chiudere un occhio, sospendendo la credulità), quanto la realizzazione, tecnica in primis. Una volta di più, e più di altre volte, nel succedersi di livelli (ché sempre da un videogame si parte, non dimentichiamolo) sembra puntarsi più a mantenere alto il ritmo dei singoli incontri-scontri più che a permettersi di caratterizzare i personaggi, e permettere a noi di empatizzare con loro. E le riprese, al meno nel loro invadente cercare certi piani troppo stretti, e il montaggio, confuso e accelerato, non aiutano…

Al netto dell'ammirazione per la splendida 41enne Milla (ma potrebbero essere una decina di meno), sicuramente aiutata dal look 'aggressive', fasciante e coprente, il risultato è un tambureggiante e confuso spreco di spunti action anche interessanti e non necessariamente malvagi, sacrificati sull'altare dell'adrenalina, e un'ulteriore complicazione della storia originaria - per quanto introdotta da un prologo utile - ripetuta nei toni e nell'estetica, seppur 'ripulita' (anche dalle usuali creature mostruose, qui non peggiori né più numerose di quelle 'in giacca e cravatta'), ma non rinnovata nella sostanza.