Ready Player One

TRAMA
Ready Player One

Nel 2045, anno in cui il mondo sta per collassare sull'orlo del caos, le persone hanno trovato la salvezza nell'OASIS, un enorme universo di realtà virtuale creato dal brillante ed eccentrico James Halliday (Mark Rylance). A seguito della morte di Halliday, la sua immensa fortuna andrà in dote a colui che per primo troverà un Easter egg nascosto da qualche parte all'interno dell'OASIS, dando il via ad una gara che coinvolgerà il mondo intero. Quando un improbabile giovane eroe di nome Wade Watts (Tye Sheridan) deciderà di prendere parte alla gara, verrà coinvolto in una vertiginosa caccia al tesoro in questo fantastico universo fatto di misteri, scoperte sensazionali e pericoli.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Ready Player One
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
DURATA
140 min.
USCITA CINEMA
28/03/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Gian Luca Pisacane 

Un eterno sognatore. Un maestro con l’anima di un bambino, che riesce ancora a guardare il mondo come se fosse il piccolo protagonista di E.T. – L’extra-terrestreSteven Spielberg costruisce universi, realtà parallele. Stupisce con il suo spirito visionario e crea un tripudio di colori, di emozioni, per trasformare il passato in qualcosa di nuovo. L’immaginario della cultura pop degli anni Ottanta, di cui il regista stesso è stato un’icona, prende vita in oltre due ore di puro cinema: quello che sa divertire, far venire i brividi e poi lasciarci a bocca aperta. La si può chiamare magia o in tre parole: Ready Player One. Gli orfani confinati nelle periferie di enormi metropoli cercano un senso nella fantasia e non nel quotidiano, si rifugiano nell’impossibile per sfuggire alla loro esistenza senza avvenire. Come sempre, sono figli senza padri, strappati alle loro famiglie: il ragazzino inglese de L’impero del sole, lo scavezzacollo Indiana Jones.
 
Spielberg si rinnova, non ha paura di osare, di dipingere il futuro come se fosse un periodo vintage dove King Kong scatena la sua furia su una DeLorean (la macchina di Ritorno al futuro) lanciata verso il traguardo. E poi i tirannosauri di Jurassic Park, la moto di AkiraGundamIl gigante di ferroTronGodzilla e tutto ciò che ha ispirato generazioni di videogiocatori e cinefili. È un giro in giostra senza fine, un gioco vibrante che danza sulle note di Jump di Van Halen e Dancing With Myself di Billy Idol, senza dimenticare mostri sacri come Welles e Kubrick. Ma Ready Player One non è solo un tripudio di citazioni: riflette sul confine ormai molto labile tra verità e finzione, tra immagini in HD e pixel in libertà. Il regista di Cincinnati invita a uscire di casa, a trovare il giusto equilibrio tra visori high tech e sentimenti genuini. L’amore bisogna alimentarlo guardandosi negli occhi, anche solo in una soffitta polverosa, per non scoprirsi “alieni” a casa propria. Il vero incontro ravvicinato del terzo tipo non avviene con un’astronave, ma con il proprio cuore, che rischia di avvizzire confinato davanti a un monitor o a un visore.
 
Il film è una summa della poetica di Spielberg, demiurgo dell’immaginazione, artista poliedrico, che riesce a sdoppiarsi con maturità tra impegno sociale ed entertainment: paladino della patria in The Post e Lincoln, abile narratore quando si tratta di cannoni fotonici e artefatti millenari. Due fuochi che convivono dietro la macchina da presa, all’apparenza senza incontrarsi, ma sempre in costante relazione. Preparati giocatore uno (Ready Player One), la partita più importante è quella dei diritti, in questo caso di sentirsi ancora Peter Pan sulle orme di Hook – Capitan Uncino, per poi svegliarsi la mattina ed essere pronti ad affrontare il presente. Il romanzo di Ernest Cline non poteva trovare trasposizione migliore per il grande schermo: ritmi forsennati, mirabolanti effetti speciali, ma anche un grido di speranza, per tutti quelli che non si vogliono mai arrendere e alzano ancora lo sguardo verso le stelle.