Mia madre

TRAMA
Mia madre

Trama: Il difficile periodo di Margherita, una regista di successo che sta lavorando a un film con protagonista un famoso attore americano. La donna si è da poco separata dal marito, Vittorio, ed è anche alle prese con i problemi adolescenziali della figlia Livia. Inoltre insieme a suo fratello Giovanni deve accudire la madre Ada, gravemente malata.

La strada per la Croisette: Habitué di Cannes, Nanni Moretti punta a collezionare la sua seconda Palma d'Oro dopo La stanza del figlio (2001). Nel corso degli anni ha vinto svariati premi al Festival: nel 1993 per la regia di Caro diario, nel 2001 il premio FIPRESCI per La stanza del figlio e nel 2006 il Premio della CittÀ di Roma per Il caimano. Ha partecipato al concorso diverse volte, a partire da Ecce bombo (1978), passando per Aprile (1998) e Habemus Papam (2011).

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Mia madre
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
01 distribuzione
DURATA
106 min.
USCITA CINEMA
16/04/2015
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2015
RECENSIONE
di Alessia Laudati

Dopo il lutto di un figlio Nanni Moretti indaga sulla morte di un genitore all'interno della sua opera meno tragica sul tema della perdita e dell’inadeguatezza. Infatti, sarebbe un errore considerare Mia Madre come un dramma che spinge eccessivamente sulle corde emotive dello spettatore, anche potendo in questo senso contare sulla stretta connessione tra le vicende raccontate e quelle vissute in prima persona dal regista romano. Piuttosto il film sembra restituire alla dimensione della scomparsa, una tenerezza, un calore e un’umanitÀ che difficilmente trovano spazio all’interno del cinema nostrano.

Quest’ultimo È infatti spesso avaro sia di coraggio nell’esplorazione di certi tabÙ, sia di originalitÀ, quando si accontenta solamente di fare leva sulla per certi versi facile commozione del pubblico. “Mia Madre” perÒ va in un’altra direzione. SÌ perchÉ il film sembra possedere un sentimento di tenerezza e di indulgenza nei confronti del dolore e del senso di inferioritÀ che in qualche modo da esso derivano, per il quale non ci si riesce mai ad abbandonare definitivamente al naufragio degli altri, ma piuttosto lo si accarezza continuamente con pudore e partecipazione.

E il merito di questa prova va quindi all’onestÀ intellettuale di Moretti, alla sua indiscussa capacitÀ, piÙ chiara negli ultimi anni, di creare opere semplici, essenziali eppure allo stesso modo coinvolgenti, che descrivono perennemente il nostro stare al mondo in maniera imperfetta, nevrotica ma allo stesso tempo appassionata.

Mia Madre pur non possedendo il respiro universale e la freschezza di Habemus Papam, È una declinazione interessante sul tema della morte, sorretta in larga parte da una Margherita Buy meno ingessata nel ruolo della nevrotica e dall’unico portatore sano di trivialitÀ del film, John Turturro.