Maze Runner - Il labirinto - Film.it

Maze Runner - Il labirinto

TRAMA
Maze Runner - Il labirinto

In un futuro post-apocalittico, il giovane Thomas viene abbandonato in una comunità di ragazzi dopo che la sua memoria è stata cancellata. Presto scopre che la comunità È rinchiusa in un misterioso labirinto. Insieme ai suoi amici “runners” tenterà di scappare, ma anche di scoprire chi li abbia rinchiusi lÌ e perché.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Maze Runner
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
20th Century Fox
DURATA
113 min.
USCITA CINEMA
08/10/2014
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2014
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

E' dai tempi di Teseo che i labirinti affascinano l'uomo, nessuna sorpresa che questo Maze Runner - Il labirinto partisse col piede giusto prima ancora di scendere in pista. Certo, il fatto che l'idea fosse venuta a James Dashner nel 2007, data di pubblicazione del libro omonimo dal quale e' tratta la storia potrebbe aver aiutato. Vedremo poi se abbastanza da dare seguito cinematografico all'intera trilogia Young Adult proseguita su carta con The Scorch Trials e The Death Cure (oltre a un prequel intitolato The Kill Order).

Sin dalle prime immagini la premessa e' chiara, e resa tale al pubblico pagante in maniera fin troppo didascalica: lo spaesamento e' totale, ogni legame con qualsivoglia elemento rassicurante e' eliminato, niente memorie o riferimenti. E in un attimo siamo in un gigantesco carcere di isolamente, circondati da mura e da volti sconosciuti, e da incombenti misteri letali. Siamo di nuovo sull'isola del Signore delle Mosche. Ma se in quel caso, tutto era lasciato alla terribile natura umana, nel bene e nel male, con un fascino che lasciava sgomenti. E una tensione crescente che qui non sara' cosi' scontato ottenere.

Ovviamente siamo in un contesto ben diverso. Qui si presuppone una volonta' superiore, tanto almeno da creare una comunita' di giovani maschi e lasciarli in balia di se stessi, ad organizzarsi e trovare un senso al labirinto da cui sono circondati. Ma perche'? Per  permettere al pubblico di andare al di la' della vicenda raccontata e confrontarsi con la propria finitezza, l'incapacita' di accettare l'inspiegabile, la necessita' di regole o superstizioni, quanto di solidarieta' e comunione fino a una conclusiva disperazione, motore primo di molti progressi della nostra razza?

Sempre ammesso che si riescano a vedere. E che non ci si ritrovi come i nostri protagonisti, cavie in un labirinto del quale si vedono solo i confini. Il film, insomma, offre i suoi spunti, oltre a un convincente intrattenimento, a patto di compiere il piccolo sforzo di accettare qualche incongruenza e insensatezza a livello narrativo. Ma forse meno che in altri casi, o quanto meno meglio bilanciate dalle dinamiche tra i personaggi e da una generale buona gestione della tensione e dell'intreccio.

Non si fraintenda, il risultato finale merita il prezzo del biglietto. Per quanto le scene nel labirinto siano ovviamente le piu' attese e spettacolari, tanto quanto sono piu' 'banali' quelle di lotta contro i biomeccanici mostri a protezione del segreto del film, i protagonisti (Dylan O'Brien e Kaya Scodelario su tutti) si mostrano - coerentemente col film - in maniera apprezzabile, ma senza esagerare. Sin dall'inizio, quando un montaggio volutamente disturbante e 'manierato' anticipa un inizio lento, ripreso poi nella conclusione a suo modo 'incompiuta'. Per fortuna, tra i due estremi, restano parti discrete e una coerenza e una omogeneita' di ritmo e di racconto che non sempre si trova nel genere... Anche se ancora una volta non si puo' non notare quanto questi film insistano sui concetti di Colpa, Conservazione della memoria, possibilita' dell'intelligenza umana e suoi limiti (come detto) soprattutto legati a soggetti - e per un pubblico di spettatori - fondamentalmente giovani.

Purtroppo, a fronte di premesse molto promettenti e di una regia che rende l'esordio di Wes Ball talmente soddisfacente da affidargli anche il promesso sequel (del quale la Fox ha gia' acquisito i diritti, affidandone la sceneggiatura di nuovo a T. S. Nowlin, e fissandone l'uscita al settembre 2015), il film finisce per scontare il difetto principale della maggior parte di analoghi film che, in generale, trarrebbero gran giovamento dal fatto di non dover esser costruiti per esser riprodotti in saghe sempre piu' difficili da realizzare a livello produttivo.