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Maraviglioso Boccaccio

TRAMA
Maraviglioso Boccaccio

Dopo il successo trionfale di Cesare deve morire, premiato con l'Orso d'Oro al Festival di Berlino, i fratelli Taviani si ispirano a cinque novelle del Decamerone per il nuovo attesissimo film Maraviglioso Boccaccio. Lo sfondo è quello della Firenze trecentesca colpita dalla peste, che spinge dieci giovani a rifugiarsi in campagna e a impiegare il loro tempo raccontandosi brevi storie su tanti argomenti, con unico grande protagonista: l'amore, nelle sue innumerevoli sfumature, che sarà un antidoto contro le sofferenze e le incertezze di un'epoca.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Maraviglioso Boccaccio
GENERE
NAZIONE
Italia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Teodora Film
DURATA
120 min.
USCITA CINEMA
26/02/2015
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2015
RECENSIONE
di Alessia Laudati

Dopo aver narrato una storia di impianto teatrale in un’ambientazione surreale, i Fratelli Taviani tornano in Maraviglioso Boccaccio alla coerenza di spazio e tempo tipica dell’opera letteraria. Un testo antico, quello del Decameron, che il duo di registi toscani attualizza e reinventa parzialmente per parlare di una gioventÙ moderna in crisi di identitÀ e minacciata dalla crisi con la C maiuscola.

Il parallelo È semplice, immediato e a tratti rivoluzionario. Oggi l’incertezza del futuro di una giovane generazione È la stessa che potevano provare i ragazzi della Firenze del ‘300 minacciata dalla peste nera. Per questo, nonostante la decisione di girare in costume, Maraviglioso Boccaccio È un film pervaso dalla modernitÀ. Non si avverte per esempio la distanza spazio-temporale e si ritrova piuttosto una visione del mondo moderna, che si snoda senza forzature. Non male per una coppia di registi che sarebbero anagraficamente considerati nella fase del tramonto della propria esistenza. Invece, nel film, sette donne e tre uomini, interpretati da dieci attori sconosciuti e supportati da un cast di professionisti, tra cui Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Jasmine Trinca, Kim Rossi Stuart, Kasia Smutniak, Carolina Crescentini, Vittoria Puccini e Lello Arena, danno corpo al senso di smarrimento esistenziale e alla sensualitÀ penetrante di un’epoca, certamente piÙ libertina della Firenze trecentesca, fino a penetrarne luoghi, discorsi e gesti.

Eppure, aldilÀ dell’analisi sociologica, la rivisitazione boccaccesca È anche un film estremamente poetico. SÌ, perchÉ anche negli anni duemila, l’antidoto all’angoscia e alla disgregazione sociale ha sempre lo stesso sapore. Quello intenso del sentimento, qui descritto in molteplici forme. Sensuale, amicale e carnale, esso sconfigge malinconie e paure con inesauribile forza visiva e morale. Comunque, nonostante il ritratto fin qui dispiegato della precarietÀ moderna, una certezza rimane. Ancora una volta i fratelli Taviani ci consegnano un film da esperti lettori e brillanti innovatori. Due narratori di sogni capaci di piegare alcune opere monumentali della Storia alle proprie esigenze narrative, senza stravolgerne la natura piÙ intrinseca e autentica.