L'amore bugiardo - Gone Girl

TRAMA
L

Nick Dunne torna nella sua cittadina natale per aprire un locale, insieme alla moglie Amy. L'apparenza di un matrimonio perfetto inizia a crollare quando Nick riporta la scomparsa della moglie nel giorno del loro quinto anniversario. Il circo mediatico che si crea intorno al caso gli si rivolta contro quando gli indizi cominciano a far pensare che Nick non sia innocente come afferma.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Gone Girl
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
20th Century Fox
DURATA
149 min.
USCITA CINEMA
18/12/2014
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2014
RECENSIONE
di Marco Triolo

“A volte vorrei spaccare la testa a mia moglie per capire cosa sta pensando”. La voce di Ben Affleck e questo candido monologo aprono L'amore bugiardo – Gone Girl, il nuovo thriller di David Fincher. Che non È realmente un thriller. Scritto da Gillian Flynn, anche autrice del romanzo da cui È tratto, Gone Girl È stato da alcuni attaccato per l'immagine nerissima del matrimonio e per come ritrae la sua protagonista femminile, la “ragazza scomparsa” del titolo, in maniera “maschilista”. Tutte queste sono definizioni limitate e limitanti di quella che È in realtÀ un'opera complessa e stratificata.

La storia È quella di Nick (Affleck) e Amy Dunne (Rosamund Pike), coppia all'apparenza felice ma che in realtÀ cova risentimenti indicibili. Tutto esplode, o meglio implode, nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio, quando Amy scompare senza lasciare traccia. La scena del crimine in casa dei Dunne rivela tracce di sangue e colluttazione e in breve Nick si ritrova accusato di omicidio. Il suo atteggiamento troppo spensierato lo rende un bersaglio perfetto dei media, ma Nick È davvero colpevole?

Nella risposta alla domanda sta, ovviamente, il punto cruciale del film, e non rovineremo la sorpresa agli spettatori. Qui basti dire che, come accennato in apertura, L'amore bugiardo non È propriamente un thriller. O meglio, gioca con la struttura di un thriller, ce la avvolge attorno come una rassicurante e calda coperta, per poi sfilarcela sul piÙ bello e lasciarci confusi e infreddoliti, ma piÙ attenti che mai. Quando, al termine del secondo atto, succede una certa cosa, il territorio diventa inesplorato e Fincher si diverte un mondo a portarci dove gli pare, senza che riusciamo mai ad anticipare le sue mosse. Un'abilitÀ che solo un grande regista ha: quella di nobilitare anche la storia piÙ banale e trasformarla in qualcosa di unico.

Ben Affleck È per una volta perfetto nel ruolo del bamboccio americano che si ritrova in una relazione piÙ grande di lui. La sua attitudine rilassata e passiva lo rende un anti-eroe atipico per questo genere di film. All'altro angolo troviamo l'algida bellezza di Rosamund Pike, femme fatale che non sarebbe stonata in un film di Hitchcock e che qui ha la possibilitÀ di giocare con un'ampia gamma di emozioni. Il salto continuo tra piani temporali permette a Fincher di mostrarceli in varie fasi della loro storia insieme, rimuovendo di volta in volta i livelli fino a rivelarne l'essenza. Si tratta certamente di un'essenza con piÙ ombre che luci ma, come viene detto apertamente nel film, il rapporto tra Nick e Amy non È un rapporto “normale”, e dunque ogni accusa di voler attaccare l'istituzione del matrimonio lascia un po' il tempo che trova. CosÌ come È fuori luogo tacciare il film di misoginia: al di lÀ che la storia È scritta da una donna, Nick È rappresentato come un tontolone che non ha capito niente della propria moglie, mentre, oltre a Amy, sono presenti altre figure femminili ben piÙ positive, forti e intelligenti.

Le musiche degli ormai fidati Trent Reznor e Atticus Ross e la fotografia di Jeff Cronenweth fanno il resto, contribuendo a risucchiarci in un mondo complicato, cupo ma a tratti esilarante, e soprattutto sfaccettato. Sarebbe un vero delitto volerlo ridurre a banale narrativa pulp: L'amore bugiardo È molto piÙ di questo. È classico Fincher.