La luce sugli oceani

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TRAMA
La luce sugli oceani

Dal best seller di M.L. Stedman. Al termine della Prima Guerra Mondiale, il veterano Tom Sherbourne accetta un lavoro come guardiano di un faro su un'isoletta vicino alle coste australiane, e sposa una ragazza del posto. Per anni, i coniugi fanno di tutto per avere un figlio, ma senza successo. Quando trovano una neonata abbandonata in una barca alla deriva la allevano in segreto come fosse loro. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita, finchè non scoprono che la vera madre della piccola la cerca da anni senza darsi pace. Tormentata dal dilemma morale, la coppia inizierà a disgregarsi...

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Light Between Oceans
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Eagle Pictures
DURATA
133 min.
USCITA CINEMA
08/03/2017
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Marco Triolo

Derek Cianfrance sa certamente scegliersi i suoi attori. Michael Fassbender e Alicia Vikander sono due delle stelle più brillanti nel firmamento hollywoodiano, al momento, e il regista di Blue Valentine e Come un tuono lo sa bene. In ogni scena il loro star power è al centro dello schermo, anche quando sono i paesaggi della Nuova Zelanda e della Tasmania a dominare l'inquadratura panoramica.
 
La luce sugli oceani, tratto dal romanzo di M.L. Stedman, è la storia del guardiano di un faro su un'isola sperduta, posta “tra due oceani”, e di quello che accade quando la tragedia personale incontra l'isolamento a lungo termine. Il protagonista, Tom Sherbourne, è un reduce della Prima Guerra Mondiale che, nel 1918, accetta un lavoro che molti non vogliono. Ma lui sta cercando proprio la pace dell'isolamento. Le cose cambiano quando incontra Isabel: i due si sposano e vanno a vivere insieme sull'isola, dove lei perde due figli durante il parto. Quando una barca a remi naufraga sull'isola e dentro Tom e Isabel scoprono il cadavere di un uomo e una bambina ancora viva, decidono di nascondere l'accaduto e crescerla come loro. Ma da qualche parte c'è una madre che aspetta...
 
Cianfrance esamina ancora una volta famiglie colpite dalla tragedia ed esplora come le persone riescano a sopravvivere alle svolte inaspettate e drammatiche della vita. Fassbender e la Vikander sono la ragione principale per vedere il film, così intensi e a loro agio nel recitare insieme da attirare l'attenzione completamente su di sé – nonostante la brava Rachel Weisz ci provi a tenere loro testa. È la loro naturalezza a farci entrare in quest'epoca ormai lontana un secolo, e in uno stile di vita lontano da molti anche allora.
 
Il paesaggio è l'altro grande protagonista. Una terra aspra e inospitale, che cozza con l'intimità affettiva dei due protagonisti e ha la funzione simbolica di rappresentare le difficoltà che si celano dietro ogni angolo in quello che, almeno inizialmente, potrebbe sembrare un idillio d'amore.
 
Il problema del film, se vogliamo, è che al di là delle ottime intenzioni risulta un po' troppo freddo e calcolato, un po' troppo “a tesi”. Cianfrance ha bene in mente la lezione morale che vuole raccontare e sa dove vuole portare il suo pubblico alla fine, ma in mezzo, in quegli eccessivi 133 minuti di durata, la storia risulta piuttosto ripetitiva. Un “polpettone”, lo definirebbe qualcuno. Ciò non toglie che abbia i suoi momenti, specialmente nel finale, in cui la tesi morale si conclude con una scena altamente emozionale che ripaga almeno un po' delle lungaggini.