Inside Out

TRAMA
Inside Out

Crescere può essere faticoso e così succede anche a Riley, che viene sradicata dalla sua vita nel Midwest per seguire il padre, trasferito per lavoro a San Francisco. Mentre Riley e le sue emozioni cercano di adattarsi alla nuova vita, il centro di controllo è in subbuglio. Gioia, l’emozione principale di Riley, cerca di vedere il lato positivo delle cose ma le altre emozioni non sono d’accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Inside Out
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Walt Disney Pictures
DURATA
94 min.
USCITA CINEMA
16/09/2015
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2015
RECENSIONE
di Alessia Laudati
 
C'è qualcosa di profondamente riuscito nella acclamata capacità della Pixar di restituire con semplicità la complessità di un qualsiasi ragionamento complesso. Inside Out, ultimo lavoro della casa di animazione americana, diretto da Pete Docter e Ronaldo del Carmen, non fa differenza in questo senso e consegna al suo vasto pubblico un bellissimo ritratto di un tema multifattoriale che ha radici biologiche, scientifiche e culturali. Siamo nella mente umana, anzi nella testa di una adolescente e osserviamo dall'interno il suo percorso di crescita. Una visione che è allo stesso tempo il ritratto umano e colorato di come funziona il cervello umano a livello emozionale.
 
Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura, sono i cinque personaggi principali di un lavoro che riesce magnificamente a mostrare l'interazione tra le parti. La metafora del funzionamento di un organo vitale come il cervello è, infatti, un vero e proprio meccanismo di fascinazione per un film che semplifica, colora, diverte, emoziona e allo stesso tempo indaga, uno dei più grandi e affascinanti misteri della vita sulla terra.
 
E lo fa in pieno stile Pixar, ovvero muovendo i sottili fili della commedia, dell'ironia, delle trovate immaginifiche; senza tralasciare però l'importanza del messaggio filosofico finale, che è cifra stilistica di una maniera di fare film che non trascura mai la riflessione filo-esistenziale.
 
Eppure, siamo vicini al capolavoro. Per tema scelto, per capacità di resistituire al tema sia l'approccio scientifico, sia quello fantasioso, contemporaneamente alla trasmissione di un lascito in più per il pubblico. Ovvero l'idea che in una società del benessere, improntata verso la corsa alla gioia e alla felicità perpetua, sia stato compiuto una sorta di grande assassinio collettivo.
 
Si tratta della rimozione delle emozioni negative, necessarie invece alla formazione stessa di sentimenti positivi. E questo difficile obbiettivo, ovvero la semplificazione di un concetto alto senza che esso si snaturi, è l'ultimo traguardo riuscitissimo della casa di produzione americana.