Il Grande Gatsby

TRAMA
Il grande Gatsby

“Il Grande Gatsby” narra la storia di un aspirante scrittore, Nick Carraway che lasciato il Midwest Americano, arriva a New York nella primavera del 1922, un'epoca in cui regna la dubbia moralitÀ, la musica jazz e la delinquenza. In cerca del suo personale Sogno Americano, Nick si ritrova vicino di casa di un misterioso milionario a cui piace organizzare feste, Jay Gatsby, ed a sua cugina Daisy che vive sulla sponda opposta della baia con il suo amorevole nonchÉ nobile marito, Tom Buchanan. E' allora che Nick viene catapultato nell'accattivante mondo dei super-ricchi, le loro illusioni, amori ed inganni. Nick È quindi testimone, dentro e fuori del suo mondo, di racconti di amori impossibili, sogni incorruttibili e tragedie ad alto tasso di drammaticitÀ. Uno specchio fedele dei nostri tempi moderni e delle nostre quotidiane battaglie.

VALUTAZIONE FILM.IT
VALUTAZIONE DEI NOSTRI LETTORI
TITOLO ORIGINALE
The Great Gatsby
GENERE
NAZIONE
United States
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
USCITA CINEMA
2013
2013
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE

Avere uno stile visivo ben preciso non significa necessariamente
ostentarlo. Possedere un'idea di cinema riconoscibile non esclude il
fatto che si possa anche adattarla a progetti tra loro differenti. Baz Luhrmann si È confrontato con uno dei testi letterari intoccabili della
letteratura americana e soprattutto con un periodo come gli anni '20 di
complicatissima analisi.



Con Il grande Gatsby il regista conferma di avere un occhio sfrenato per la messa in scena,
ma - come gli È giÀ capitato in passato - a quest'ultima ha sacrificato
eccessivamente il cuore pulsante delle pagine di Francis Scott Fitzgerald:
il suo, infatti, era il ritratto di un personaggio specchio fedele di
un decennio tanto sfavillante quanto ambiguo, smoderato, simulacro di
quell'opulenza che proprio al suo culmine si sarebbe trasformata nel
baratro della Grande Depressione. Lo sfarzo della prima parte del film di Luhrmann invece È tutto esteriore, non sembra voler rimandare ad altro. Il piccolo grande miracolo da equilibrista che gli era riuscito con Moulin Rouge in questo caso non si ripete, anche perchÉ il montaggio del film non
riesce a lavorare su una direttiva fondamentale, quella del cambio di
ritmo narrativo. Spingere sull'acceleratore per tutta la prima parte di
The Great Gatsby significa immergere lo spettatore in un vortice audiovisivo che sfinisce invece di sviluppare la necessaria empatia con i personaggi. La sequenza della festa a casa del protagonista ne È esempio fin troppo calzante: si tratta a conti fatti di un lungo videoclip fastoso e roboante quanto innocuo.



Non È un caso se il momento piÙ emozionante del film È il primo incontro tra Jay e l'amata Daisy,
prima scena in cui la progressione cinematografica di Luhrmann rallenta
un attimo e concede alle psicologie e all'emozione di appoggiarsi ai
caratteri. Tale idea di cinema poi non favorisce il lavoro degli attori,
tutti decisamente migliori in altri lungometraggi a parte forse Isla Fisher, ottima nelle poche scene in cui compare. Leonardo DiCaprio possiede una bravura ormai consumata e risulta comunque piÙ che efficace, Carey Mulligan e Tobey Maguire invece si perdono dentro ruoli troppo incerti nella loro delineazione.



Non È detto che una ricostruzione d'epoca debba seguire per forza il
realismo e la fedeltÀ assoluta. Il cinema per fortuna È anche, anzi
soprattutto, interpretazione. Ma qual È appunto l'interpretazione di Baz
Luhrmann degli anni '20? Dal film una risposta precisa non appare venir
fuori: tutto È cosÌ luccicante e volutamente posticcio che, a parte un
vago senso di straniamento, non lascia emergere altro.



Unica nota a favore de Il grande Gatsby È che senza dubbio
finisce in maniera piÙ interessante e coinvolgente di come era
cominciato
, che per un film È sempre un bene. CiÒ non basta
perÒ a promuovere a pieni voti un'opera strabordante e incapace di
andare in profonditÀ. I tempi di Romeo + Giulietta per Baz Luhrmann sono
decisamente lontani. Speriamo non definitivamente trascorsi.



di Adriano Ercolani

GLI ARTICOLI
  • OGGI IN TV