Il Discorso del Re

TRAMA
Il discorso del Re - Locandina

Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V (Michael Gambon) e la scandalosa abdicazione di Re Eduardo VIII (Guy Pearce), Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene improvvisamente incoronato Re Giorgio VI d'Inghilterra. Con il suo paese sull'orlo della guerra e disperatamente bisognoso di un leader, sua moglie, Elisabetta (Helena Bonham Carter), la futura; Regina Madre, organizza al marito un incontro con l'eccentrico logopedista Lionel Logue ({C}Geoffrey Rush{C}); Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile. Con l'aiuto di Logue, della sua famiglia, del suo governo e di Winston Churchill (Timothy Spall), il Re riuscirà a superare la sua balbuzie e farà un discorso alla radio che ispirerà il suo popolo e lo unirà in battaglia. Basato sulla vera storia di Re Giorgio VI, "Il discorso del Re"racconta la vicenda di questo Monarca Reale impegnato nell'ardua ricerca della sua voce. La pellicola ha vinto ben sette premi ai BAFTA Awards, tra cui Miglior Film e Miglior Film Britannico. Vincitore di 4 Premi Oscar, tra cui quello per il Miglior Film.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The King's Speech
GENERE
NAZIONE
Australia
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Eagle Pictures
DURATA
111 min.
USCITA CINEMA
28/01/2011
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2010
RECENSIONE

Il cinema britannico quando vuole sa essere assolutamente funzionale a
un tipo di spettacolo che sa mescolare con equilibrio intrattenimento
intelligente e capacitÀ di veicolare emozioni al grande pubblico.
Figuriamoci poi se alla co-produzione figurano i fratelli Weinstein. Ecco cosÌ che “Il discorso del Re
si trasforma da semplice commedia in costume ad uno dei lungometraggi
piÙ importanti dell'anno, favorito agli Oscar e quasi sicuro vincitore
di almeno una statuetta (sul totale di dodici candidature), quella per
il miglior attore protagonista. Colin Firth È indubbiamente il punto di forza di questa produzione, perfettamente
calibrato nel fornire una prova d'attore sempre in stupendo bilico tra
la compostezza e l'istrionismo
. Accanto a lui un altrettanto ammirevole Geoffrey Rush,
che in ogni scena riesce alla perfezione a fargli da contraltare
proponendo uno stile di recitazione che ne metta in risalto di volta in
volta il tono. A chiudere un trio di fattura squisita la
sorprendentemente composta e aggraziata Helena Bonham Carter, qui senz'altro alle prese con una delle prove piÙ riuscite della sua carriera.



Insomma, “Il discorso del Re” È prima di tutto un film d'attori, e difficilmente poteva essere altrimenti. L'intelligenza del regista Tom Hooper – suo il sopravvalutato “Il maledetto United” e anche una serie TV straordinaria come “John Adams
– sta nell'assecondare al meglio gli interpreti con una regia comunque
sempre presente e ritmata, che in alcuni momenti sottolinea al meglio il
senso di disagio e di terrore che attanaglia la figura principale.
Anche la sceneggiatura scritta dal veterano David Seidler – suo un script meraviglioso come quello di “Tucker” di Francis Ford Coppola – supporta con dialoghi brillanti ma mai esagerati lo sviluppo psicologico ed emotivo di Re Giorgio VI, Firth appunto.



Il discorso del Re
È quindi un lungometraggio pienamente riuscito, che propone uno
spettacolo godibile e capace di soddisfare con pienezza i gusti dello
spettatore
. Un prodotto confezionato ad arte, che perÒ rispetto ad altri probabili contendenti per l'Oscar come “The Social Network”, “Inception” o “Il Grinta
È probabilmente un passo indietro, in quanto mancante di una vera e
propria potenza espressiva che gli faccia fare il salto fondamentale da
ottimo film a opera da ricordare.




di Giulio Frafuso