Il cacciatore di giganti

TRAMA
Il cacciatore di giganti

Jack pianta dei fagioli magici poco dopo trova un'enorme pianta che si staglia oltre le nuvole. Scopre così un regno abitato da giganti, dove una principessa è tenuta prigioniera.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Jack the Giant Slayer
GENERE
NAZIONE
United States
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Warner Bros
USCITA CINEMA
2013
2013
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE

Si entra in sala con l'impressione di assistere a uno spettacolo scontato e forzatamente zuccheroso. Se questi elementi sono comunque garantiti, si esce piuttosto di buon umore dalla visione de Il cacciatore di giganti. Perché se è vero che il film si rivolge in primis ai più giovani, è anche vero che dietro la macchina da presa c'è un bravo regista capace di creare uno spettacolo per il resto del pubblico.

L'occhio di Bryan Singer prova con tutte le forze a portare lo spettatore in pieno medioevo e, nonostante l'overdose di creazioni computerizzate, il regista sporca di fango i suoi personaggi. Ritmo e atmosfera giovano alla prevedibilità della storia. L'arma segreta è la simpatia del cast di contorno: Ewan McGregor si diverte da morire nell'interpretare questo cavaliere abbastanza fuori di testa per essere così coraggioso. Stanley Tucci è impeccabile nel ruolo del cattivo, anche se diciamo la verità: Tucci funzionerebbe sempre e in qualsiasi ruolo. Tra loro si mette in mezzo Eddie Marsan (già istruttore di guida in La felicità porta fortuna e ispettore di polizia in Sherlock Holmes), attore che prima o poi ogni regista dovrebbe arruolare in un film.

Il trionfo degli effetti speciali – troppi e realizzati evitando di mettere paura ai bambini – non giova di certo alla pellicola, sebbene il terzo atto con i giganti che attaccano il regno sia comunque la parte più avvincente. Questo sempre per merito di Singer che punta all'avventura per far ripartire il film inceppato dalla classica storia d'amore poco coinvolgente - nonostante il fascino dei due giovani protagonisti - tra la principessa e il contadino.

Parte di quel trend di Hollywood a caccia di adattamenti dalle fiabe classiche, questo Jack e la pianta di fagiolo ha più ritmo dell'Oz di Raimi, sebbene non aspiri nemmeno per un momento ad offrire qualcosa in più di intrattenimento fracassone. Fast food cinema: destinato a non essere ricordato.

di Pierpaolo Festa

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