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Hostiles - Ostili

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TRAMA
Hostiles - Ostili

Una storia attuale, un lungo viaggio durante il quale due guerrieri e una grande donna, impareranno a fidarsi gli uni degli altri e a trovare la pace in una terra che non perdona. 1892, New Messico. Il leggendario Capitano Joseph Blocker (Christian Bale) sta per compiere la sua ultima missione prima di ritirarsi: scortare il capo indiano Falco Giallo (Wes Studi) dal forte dove è prigioniero alla riserva indiana situata nella sua terra d’origine, dove gli è stato concesso di tornare per trascorrere gli ultimi giorni della sua vita. I due rivali affronteranno un lungo viaggio di oltre mille miglia e durante il percorso incontreranno Rosalee (Rosamund Pike), vittima di un attacco indiano di cui è unica superstite, che si metterà in cammino con loro.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Hostiles
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Notorious Pictures
DURATA
127 min.
USCITA CINEMA
22/03/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2017
RECENSIONE
di Alessia Laudati
 
Scott Cooper gira con Hostiles - film di apertura della Festa di Roma 2017 - un western moderno dove l’attualità della pellicola sta nel fatto i fantasmi che affliggono Christian Bale nelle praterie del Nuovo Messico, sono gli stessi che potrebbero coglierci oggi in uno dei tanti fronti aperti di incontro/scontro tra 'diversità'. Per esempio nella guerra aperta tra Pakistan e India o in un gay pride per le strade di New York. 
 
Perché regolare il rapporto tra oppressori ed oppressi e il dover imparare ad addomesticare sentimenti di diffidenza e di odio verso qualcosa che non è simile a noi, è una sfida appartenente (anche) al nostro tempo. All'America di ieri e di oggi. Così la storia centrale di Hostiles, quella del viaggio di scorta nel 1982 tra il ‘bianco’ Capitano di Fanteria Joseph Blocker (Christian Bale) e il ‘nativo americano’ Falco Giallo (Wes Studi) capo di guerra dei Cheyenne del Nord, ora prigioniero, è più un racconto dell’universalità di un pensiero politico che un western classico dal respiro corto.
 
Il Capitano Blocker è il simbolo dell’espansionismo americano nel Far West, e Falco Giallo è invece la metafora della resistenza al colonialismo, una resistenza armata e violenta, non del tutto innocente. Insieme ci dicono che la violenza sul prossimo, che sia giustificata da un desiderio di espansione o di vendetta, non produrrà mai nessuno effetto positivo se non quello di generare nuovi e continui orrori. E che la giustezza di essere dalla parte dei buoni, dei normali, dei giusti, che in teoria dovrebbe in qualche modo giustificare l’operato degli oppressori, non è una verità così assoluta come si pensa. È stato così nella storia della conquista del Far West, e lo è ancora oggi che l’azione dell'uomo bianco eterosessuale cristiano o protestante continua ad essere per la maggior parte mossa da un pregiudizio suprematista nei confronti di culture e di orientamenti diversi. 
 
Geniale che Cooper scelga di lanciare questo messaggio calandolo in un contesto storico molto preciso: la scomparsa della frontiera. In una fase di passaggio come fu quella che segnò la fine ‘formale’ della divisione tra territori da colonizzare e territori colonizzati, a scomparire non fu solo il confine fisico, ma si cominciò anche ad indebolire la polarizzazione tra amico e nemico che aveva governato i rapporti tra sergenti e indiani. Il Nuovo Mondo avanzava e quale momento migliore per lasciarsi alle spalle una Guerra che aveva prodotto vittime e orrori da entrambe le parti? In Hostiles tutti i personaggi in campo vivranno una radicale trasformazione resa credibile e avvincente dal racconto di un’epica universale, violenta, efferata ma appassionante. Il personaggio di Blocker capirà che la giustezza che ha guidato fino a qui il suo atteggiamento verso i nativi americani – superiorità 'esistenziale' dell’aggressore rispetto all’aggredito e la voglia di vendetta per aver visto trucidati i suoi amici di cavalleria -  si regge su convinzioni non tanto sbagliate in senso assoluto ma sicuramente relative. Durante il viaggio verso il Montana Blocker dovrà mettersi nei panni dei nemici passando dall'odio alla tolleranza al punto da far gruppo con loro pur di salvarsi e mettendo in dubbio ogni verità di 'uomo bianco americano'. Alla fine il processo sarà compiuto; gli altri sempre di più gli appariranno come simili e non come diversi. Dovrà farlo lui e dovrà farlo la vedova Rosalee Quid (Pike) altra vittima dell’odio e della guerra trovata nel mezzo del cammino. Il regista Scott Cooper riesce così nell’impresa di mettere insieme prospettive tanto diverse e di trasformarle sotto i nostri occhi senza schemi rigidi e senza prevedibili soluzioni di regia. Christian Bale, nei panni di un uomo rude, granitico, scalfito dall’odio e della violenza, dà una prova d’attore emozionante segnando con questo film un ottimo esordio per la kermesse romana. Meno male perché il film dura più di due ore.