Fast and Furious 3

TRAMA
Fast And Furious 3 - Locandina

Per evitare la galera, un pilota di corse su starda si dilegua in Giappone, dove scopre il 'drift ragcing'. Dopo aver perso una corsa contro DK, il re del drift, deve inserirsi nella malavita di Tokyo per trovare il modo di pagare il suo debito.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
The Fast And The Furious: Tokyo Drift
GENERE
NAZIONE
United States
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Universal Pictures Italia
DURATA
104 min.
USCITA CINEMA
2005
2005
ANNO DI DISTRIBUZIONE
RECENSIONE
Consci del fatto che, come diceva Woody Allen, “Un automobilista pericoloso e' quello che vi sorpassa malgrado tutti i vostri sforzi per impedirglielo”, Paul Walker e Vin Diesel ritornano assieme nel quarto episodio della saga tutta macchine truccate e inseguimenti spinti al limite. Dopo il successo del primo episodio, il biondo occhi azzurri aveva presenziato all'immancabile sequel, mentre il calvo muscoloso aveva fatto una piccola apparizione invece nel terzo capitolo, l'esotico “Tokyo Drift”. Ecco quindi la ragione del sottotitolo, “Solo parti originali”: stavolta giocano i titolari. A dirigere c'è il taiwanese Justin Lin, già regista del precedente, e già citato terzo capitolo della serie.



L'uscita nel 2001 di “The Fast & the Furious” fu un vero e proprio evento sia da un punto di vista cinematografico che sociale. Per mesi si discusse, tanto negli States quanto in Italia, e presumiamo anche nel resto dell'Europa occidentale, sull'opportunità o meno di proiettare il film. Sembrava che molti degli incidenti stradali verificatisi in quel periodo fossero da collegare ad improvvisate corse in auto decise da incoscienti appena usciti dai cinema, gasati dalle prodezze al volante dei protagonisti. Il fenomeno delle gare clandestine divenne non solo di dominio pubblico, ma anche di attrazione, autoalimentandosi della popolarità acquisita. Inoltre, come “Point Break” aveva quasi nobilitato i surfisti che rapinavano le banche per poter vivere in pace le proprie onde, “The Fast & the Furious” quasi giustificava i suoi protagonisti: delinquenti, ma eroi, campioni, fuoriclasse della guida, numeri uno e quindi idoli.



Da un punto di vista cinematografico, assieme al poco successivo “XXX” sempre diretto da Rob Cohen e con Vin Diesel protagonista, venne lanciato un modo di fare cinema d'azione fracassone come quello degli anni '80, ma imperniato di un cinismo e una spacconeria quasi mai visti prima. Tanto del cinema americano d'intrattenimento di oggi nasce con quei due film. Da allora ad oggi, logicamente, si è spinto sempre più il pedale dell'acceleratore, Luc Besson con la sua casa di produzione francese concentrata completamente sull' action ha cominciato a sfornare una o più pellicole l'anno su quella falsariga: personaggi sempre più avari di emozioni e ben fermi sui propri obiettivi (normalmente o vendetta o giustizia) e acrobazie varie con musica ad alto volume, e sono sempre stati successi.



Succede così che per stupire ancora una volta il proprio pubblico, “Fast and Furious - Solo parti originali” avesse l'obbligo di fare quanto non si è mai visto prima. Scene ancora più mozzafiato, inseguimenti ancora più arditi e sorpassi più impossibili. Il risultato, se ci si limita all'azione, è piuttosto riuscito: il prologo è eccezionale per suspense e inventiva così come la gara cittadina (che, per regia, deve molto ai videogiochi), mentre il piatto forte, la corsa nel tunnel sotto la montagna, riesce ad essere chiara e allo stesso tempo ricca di thrilling grazie al buon montaggio e fotografia (ma nel complesso, il “Death Race” del 2008 è più spettacolare). Il resto del film, e cioè l'incontro/scontro/alleanza dei due protagonisti, l'amore rinato, la vendetta ect ect, sono raccordi narrativi privi di qualsiasi valore, spesso ridicoli per recitazione e scelta della colonna sonora d'accompagnamento, ma non è certo questo ciò che conta, non si può pretendere tutto. Dopotutto, ricordatevi: se dopo i 140 Km orari la vostra auto balla, spegnete la radio.

Per saperne di più
Leggete il nostro incontro con Vin Diesel e Michelle Rodriguez
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