Exodus - Dei e re

TRAMA
Exodus - Dei e Re

Il leader ribelle Mosè si erge contro il faraone egiziano Ramses, portando 600.000 schiavi in un monumentale viaggio di fuga dall'Egitto e il suo ciclo terribile di piaghe mortali.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Exodus: Gods and Kings
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
20th Century Fox
DURATA
150 min.
USCITA CINEMA
15/01/2015
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2014
RECENSIONE
di Mattia Pasquini

Cominciamo dalla conclusione: La dedica finale di Exodus - Dei e Re ("For my borther, Tony Scott") avrÀ spento alcune delle risate che la critica statunitense sembra aver dedicato all'ultimo film di Ridley Scott e interpretato da Christian Bale, e forse spiegato qualcosa della apparente confusione nel taglio di questo kolossal biblico dalle diverse anime e interpretazioni.

Raccontare la fuga degli ebrei dall'Egitto del faraone Ramsete, sotto la guida di MosÈ (figura che meriterebbe davvero un approfondimento meno fantasioso, essendo tanto Rav ebraico quanto Profeta islamico) inevitabilmente riporta alla mente le nozioni acquisite da tutti in etÀ prescolare e fissa delle aspettative creando il primo ostacolo alla trattazione: dare al pubblico quello che cerca o raccontargli qualcosa che non sa?

Difficile, in ogni caso. Ancora di piu' se si evitano entrambe le strade - come fa Scott - restando in bilico tra due diverse possibilitÀ: la trasposizione cinematografica del libro dell'Esodo e la narrazione del lungo viaggio del 'Popolo eletto' verso la Terra Promessa. La confusione suddetta È a questo punto inevitabile, e ogni elemento ulteriore inserito nello svolgimento non aiuta a dissiparla.

Un inizio scomposto e - tutto sommato - interlocutorio e una conclusione troppo rapida e insoddisfacente rischiano di far dimenticare alcuni buoni momenti della storia, comunque troppo lunga e obbligata a mostrare momenti clou come le famose piaghe (forse troppo accelerate, ma non senza senso) e la 'negoziazione' dello stesso MosÈ con il suo Creatore (per la quale probabilmente si potevano trovare modalita' meno ingenue).

Ed È inutile concentrarsi sull'etnia degli attori utilizzati da Hollywood o sulla spettacolarizzazione degli eventi, visto che stiamo parlando di un Kolossal e che questo È cio' che volevamo pagando il biglietto. In fondo, gli strali della critica possono puntarsi altrove… Per esempio su una provocatoria (comunque interessante, e accennata dallo stesso Bale in alcune interviste) lettura della figura centrale del protagonista come 'Combattente per la libertÀ' pronto a ogni tipo di azione, anche letale e di guerriglia, per fiaccare le resistenze del nemico in casa propria.

In fondo quella messa in scena da Scott - e qui in effetti la confusione iniziale trova finalmente una qualche spiegazione - È una storia di fratelli. A piu' livelli. Nello scontro (dalla conclusione in qualche modo inattesa) tra MosÈ e Ramsete, nella scoperta di Aronne e nell'accettazione di un popolo di figli di uno stesso padre…