Escobar - Il fascino del male

TRAMA
Escobar - Il fascino del male

La vita di Pablo Escobar dall’ascesa criminale all’inizio degli anni Ottanta fino alla morte nel 1993, passando per gli anni del narcoterrorismo, della lotta contro la possibile estradizione negli USA e del rapporto con la giornalista Virginia Vallejo che, dopo essere stata a lungo la sua amante, decise di collaborare con la giustizia favorendo la sua cattura.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Loving Pablo
GENERE
NAZIONE
Spagna
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
Notorious Pictures
DURATA
123 min.
USCITA CINEMA
19/04/2018
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2018
RECENSIONE
di Marco Triolo
 
Non si capisce davvero che cosa spinga dei produttori a finanziare un biopic di Pablo Escobar dopo che Narcos ha appena detto tutto, e molto bene, sul trafficante di droga più famoso della storia. Escobar - Il fascino del male è per giunta un biopic molto standard, il tipico film biografico che fa un rapido sunto della carriera del protagonista coprendo molti anni, più di una decade. È inevitabile che gli eventi narrati siano gli stessi della serie Netflix, spesso narrati allo stesso modo o in maniera più frettolosa e meno efficace. Il che è un vero peccato.
 
Perché la scusa per fare un film su Escobar diverso il regista e sceneggiatore Fernando León de Aranoa l'aveva pure: il libro “Amando Pablo, odiando Escobar” di Virginia Vallejo, la giornalista televisiva e amante del boss del narcotraffico colombiano. Un libro che, in effetti, racconta ascesa e caduta di Escobar, ma perché non puntare proprio sull'ingaggio di Javier Bardem e Penelope Cruz e dunque sulla loro storia d'amore, anziché fare un pastone veloce di eventi che bene o male già conosciamo? Perché non puntare sul romanticismo disperato tra i due invece che su imprese criminali durante le quali, generalmente, la Vallejo era assente?
 
Si ha l'impressione quasi che de Aranoa si sia sentito in dovere di aggiungere le (poche) scene con la Vallejo per giustificare l'operazione. Per la maggior parte del tempo, la Cruz è solo una voce narrante per giunta superflua, perché non rilegge mai gli eventi dal suo punto di vista, li introduce e basta.
 
Pablo Escobar non dà letture interessanti, non aggiunge niente a quanto già detto (a parte un accenno al fatto che Escobar aveva un entourage di amanti adolescenti che gli venivano donate dai villaggi locali come fosse il Minotauro), avendo per giunta la sciagurata idea di prendere i due attori spagnoli più amati al mondo e farli parlare in inglese con l'accento spagnolo. Un dettaglio che, per una volta fortunatamente, si perderà nel doppiaggio italiano. Meglio evitare.