Deadpool

TRAMA
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Malato terminale di cancro, Wade Wilson si sottopone ad un esperimento, Arma X, mirato a riprodurre gli effetti rigenerativi di Wolverine anche su altri esseri umani. La procedura fallisce e Wade viene trasferito nella struttura di accoglienza destinata ai reietti del progetto, l'Ospizio. Risanato ma al contempo devastato irrimediabilmente nel fisico (la rigenerazione si è in qualche maniera legata al tumore, lasciando la sua pelle solcata da una miriade di rughe e cicatrici) in memoria dei giorni trascorsi all'Ospizio prenderà il nome di Deadpool. Con la sua nuova abilità di guarire rapidamente e un pungente senso dell’umorismo, Deadpool andrà a caccia dell’uomo che gli ha quasi rovinato la vita.

VALUTAZIONE FILM.IT
TITOLO ORIGINALE
Deadpool
GENERE
NAZIONE
Stati Uniti
REGIA
CAST
DISTRIBUZIONE
20th Century Fox
DURATA
107 min.
USCITA CINEMA
18/02/2016
ANNO DI DISTRIBUZIONE
2016
RECENSIONE
di Alessia Laudati
 
Deadpool fa al mondo dei supereroi quello che Ted ha fatto al mondo degli orsetti. Ovvero distruggerne l’essenza tradizionale – qui è la vocazione a fare del bene e il respiro universale dei personaggi – e sostituirla con un’etica personale tutta votata agli istinti più bassi.
 
Sesso, alcol, parolacce, sangue e machismo esasperato. Prendendo come alfiere di tanta ironia nera un'icona del mondo salvifico di casa Marvel. Questo è Deadpool. Niente di più. Eppure fa ridere. Per la libertà con la quale tratta il mondo dell’entertainment stesso, del quale prende in giro i canoni più inossidabili e per solidità della sceneggiatura che conta anche parecchi dialoghi dal ritmo sferzante.
 
E poi perché a interpretare questo anti-eroe post-moderno c’è un golden boy di Hollywood come Ryan Reynolds e infine perché c’è tutto un ragionamento di fondo che prende anche in giro l’ossessione dello show business per l’estetica applicata alla carriera di attore. Certo è tutto giocato sul tono demenziale, su personaggi senza nessuna aspirazione, però è una comicità riuscita e a tratti becera che esercita comunque un potere fortemente liberatorio sulla psiche.
 
Quando la logorrea di Wade Winston Wilson (Reynolds) appare fuori controllo – perché questo è un film anche molto parlato – la regia action di Tim Miller ci consacra un supereroe un po’ tarantiniano, un po’ pistolero del West. E sinceramente dà sollievo non avere davanti agli occhi un mutante che è ossessionato dalla salvezza universale e che tuttavia ha una propria coerenza persino nella volgarità.
 
E Deadpool ci mette tutta la scorrettezza sociale della quale è capace per far apparire questo nuovo status di supereroe del popolo, come la più spassosa delle icone. Assolutamente da vedere.